Carlo Monguzzi

Carlo Monguzzi
Leggere,scrivere,comunicare.
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"SARO' SINCERO"

"SARO' SINCERO"
Commercianti e le urne,D4-E4 solite mosse d'apertura

lunedì 25 aprile 2016

Insistete troppo su una strada che non è più maestra

Leggo e ascolto numerosi edicolanti e addetti del settore, arroccarsi come funanboli, nel sostenere tesi che poco hanno a che fare con il futuro che ci attende. Eravamo un numero impressionante di punti vendita e per mille motivi, ci stiamo riducendo in maniera drammatica. Pur essendo sotto l'occhio di tutti, l'impossibilità editoriale e distributiva, di risolvere i problemi del mercato, insistiamo su di un'unico percorso, quello editoriale. Il sistema commercio si sta evolvendo e nessuno di noi riuscirà a sopravvivere in modo equilibrato (entrate e uscite) senza una visione più ampia. Le rivendite della stampa  potrebbero non assottigliarsi nel numero, pur offrendo sempre un'ottimo servizio di qualità editoriale, dal momento in cui iniziassero a ragionare come imprenditori. 
Edicolanti ma non solo

"L'imprenditore è colui che crea e conduce, un'attività economica assumendosi il cosiddetto rischio d'impresa". Non possiamo più vivere con guadagni esigui, sproporzionati all'impegno sia lavorativo che economico che il settore editoriale insiste a normare in modo incoerente e squilibrato. Inoltre la crisi del settore è inequivocabilmente in recessione. E la parte di settore che non lo è, offre sconti esagerati attraverso abbonamenti o altro, catalizzando così l'interesse della clientela. Mi riferisco in particolare all'editoria specializzata, che per motivi di immagine, pubblica interamente o in parte sul web, informazioni gratuite. 
Credo in una politica più aggressiva. Non abbiamo più niente da perdere. Chi crede ancora di vivere vendendo le ultime frattaglie esistenziali, di quei quattro quotidiani e periodici che oggi satellitano in edicola, o ha fatturati di migliaia di euro alla settimana o ha altre entrate. Per esempio ho incontrato edicolanti che sorreggono l'edicola finanziandola con la pensione di uno dei famigliari. Ho conosciuto persone costrette ad un secondo lavoro, ma non per mantenere se stessi, ma l'edicola. Cioè il Distributore Locale, ergo l'Editore. Non vi sembra una pazzia? Avete mai fatto i conti di quel che state perdendo? Abbiamo colleghi che basano i loro fatturati, sulle consegne a domicilio. Consegnano nel raggio di chilometri dalla loro rivendita, "invadendo" le zone dei colleghi accanto, a cui tolgono fatturato. Che senso ha? Domenica ho acquistato in un'edicola un quotidiano con la scritta in alto a destra "cliente edicola". Sono nuovi tipi di giornali? Da dove arrivano? 

Stanco di lamentarmi ho partecipato al Bando di Regione Lombardia. Un progetto con cui intendo cambiare veste alla mia azienda. Modificare vetrine esterne, interne, aggiungere un video per informazioni, un frigo, rifare l'impianto elettrico a leed. Voglio inserire prodotti alimentare non manipolabili, cartoleria, articoli da regalo, potenziare i servizi, ridurre quelli troppo onerosi e che servono solo alle chiacchiere...Togliere dal banco i prodotti al 18,77% e tutta la paccottaglia che mi dà margini di ricavi al 10%. Togliere non rendere. Spostare, non mettere sotto il banco. Io non rendo partendo dal presupposto che non vendo, tengo partendo dal presupposto che potrei vendere. Io non giudico il prodotto editoriale. 

Ma da imprenditore devo sostenere la mia azienda nello stesso modo in cui altri sostengono la loro (editori). Non per fallire, ma per sopravvivere. E a queste condizioni con sola editoria...

lunedì 7 marzo 2016

I grandi burattinai dell'informazione

     Tutti raccontano la loro, intanto La Stampa,Repubblica e Il Secolo XIX stanno acquisendo (in termini finanziari e di informazione) il mercato dell'editoria italiana. Sta avvenendo con buona pace di tutti, visto che la notizia sta sfuggendo alle prime pagine di molti quotidiani e in particolare all'oculatissima Antitrust. Se tutto andrà bene il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore stringeranno anche loro il loro patto finanziario (speriamo!) Si legge che potrebbe scendere in campo qualcuno di Confindustria, per realizzare un altro polo dell'informazione. 
Per vedere qualcosa in questo senso si dovranno attendere un paio di mesi. Volete che gli industriali italiani si facciano sfuggire l'occasione di creare/crearsi un lasciapassare per una cultura opposta? A questo punto mi chiedo come mai non sia venuto in mente a nessuno di acquistare le cartiere italiane e di creare un terzo polo della carta non stampata. Della serie se vuoi la carta per stampare, di qua devi passare. E' un continuo rincorrersi. Tutto per condizionare le menti. E il bello è che ci riescono.

Abbiamo da tempo intuito tutti che gli scritti valgono un sacco di sforzi economici. Carta e penna, vengono seconde al petrolio e prima dell'oro. A breve di questo passo, le quoteranno in borsa. Qualcuno le chiama notizie, altri dicono sia cultura, altri ancora informazione. Una cosa è certa a qualcosa questi quotidiani servono. Non sembra che la vendita sia importante, a meno che non lo diventi adesso. Una volta i fruttivendoli ci incartavano la verdura, ma ormai è superato anche quello. 

Capitali in seno alla diffusione (la cultura ha un non so che di materno)  ne mettono molti, ma nella rete di vendita, niente Non sono mai riuscito a spiegarmelo, ma ho la sensazione che più che scrivere quel che pensano, i come si chiama (chiaramente non tutti, ma quelli dei salotti buoni si), si dilettino a scrivere quel che presumono pensino gli altri. Quelli vicino a loro o quelli a cui ritengono di sentirsi vicino. Fanno una sorta di analisi della società in cui vivono e della sua evoluzione. E cosi si compiace Tizio, Caio e Sempronio. 

E di questo passo tutto è controllato, influenzato. Dal dentifricio che ti compri, all'auto che ti sembra quella giusta, all'inquinamento di aria e acqua dove tutto sembra normale. Nel senso che respiri schifezza, bevi schifezza, ma come puoi fare diversamente? Ma loro, quelli che ti indirizzano, cosa respirano e bevono? Mah! 
Pian piano nessuno sarà più rappresentante di se stesso, tutti ci impoveriremo. Non solo economicamente, ma soprattutto culturalmente. Parolona che qualcuno potrebbe non comprendere. Cul-tu-ral-mente. Non ci sarà nemmeno più bisogno di parlarci, di dire quel che pensiamo, saremo tutti uguali sia fuori che dentro. A che pro discutere? E di cosa poi? Si prefigura proprio un gran bel mondo.

domenica 31 gennaio 2016

Bando Edicole Lombardia, lasciare il vecchio per il nuovo, che comunque avanza

Regione Lombardia ha stanziato un milione di euro. Noi edicolanti li dividiamo con le librerie, anche loro in notevole difficoltà. Non so quanti si stiano muovendo per rilanciare le librerie, ma so che noi in quanto Snag, stiamo facendo di tutto per far percepire ai Rivenditori di quotidiani e periodici la grande occasione che gli viene offerta. 

mercoledì 18 novembre 2015

Per il resto "leggievendi" va comunque alla grande,anzi, molto di più.

Non ci ho dormito tutta la notte. Il pensiero era continuo, come una goccia che cade. Infinita. Capire perché centinaia di edicolanti (non mi bastano quelli che ho visto), trascurano un’assemblea pubblica, fino al punto di inviare sms o e-mail di giustificazioni per la non presenza. Cerco di pensare cosa spinga alcuni di noi a fare o non fare determinate cose. Qualcuno mi dice che se non c'è necessità, se non c'è un bisogno impellente, le persone non si muovono. Nel 2017 con i Bandi cambierà il mondo. Cosa fanno , aspettano il 2017 senza la minima preoccupazione? Pare di si.
Continuano il loro produrre quotidiano,in completa balia degli eventi, nella piena consapevolezza che se mai dovessero accadere dei fatti, li risolveranno al momento. O qualcuno come Snag, li risolverà per loro. E questi concetti vanno a suffragio di una realtà - quella odierna - dove condanniamo tutto e tutti, se non quando ne abbiamo necessità. Allora lì, siamo disposti ad innalzare, colui che fino a cinque minuti prima abbiamo denigrato (senza nemmeno conoscerlo),a nostro difensore. Poi c'è la seconda parte, che è quella che voglio prendere in considerazione qui. E che riguarda lo Snag Provinciale di Milano.
Una realtà molto attiva, in una città che ogni giorno ha bisogno di vederti in prima linea. Il Presidente Rosa e i suoi collaboratori, sono continuamente sul pezzo. La sede dell'associazione è un continuo via vai di persone che si confrontano con questo o con quel professionista, con questo o quel sindacalista.Verificare se il grattacapo, la grana, la rogna che è capitata è risolvibile è all’ordine del giorno. Ma in Snag Provinciale le persone sono preparate e dove c'è una lacuna, con uno stretto giro di telefonate si riesce a supportare l'edicolante. Che siano questioni legislative, problematiche con i Dl, con l'Amministrazione Comunale, per sfociare in mille altri fatti, episodi, avvenimenti, che richiedono attenzione e impegno.
E cosa dire dell'informazione, sempre puntuale e precisa? E-mail, circolari, telefonate, il sito...E cosa dire di tutto il fare e disfare per i Bandi della metropolitana? Ieri in sindacato eravate a decine. "Sig. Rosa di qua, sig Rosa di là. E Pippo, Marilisa, Alessia,..." E Expo? Snag Milano ha promosso le edicole di Milano come riferimenti di questa grande manifestazione. Infopoint. Non è solo una parola, ma è anche l'immagine delle edicole di Milano che si evolvono. Queste iniziativa, come altre, fa impresa.  Dietro questo fare c'è il desiderio urlato in mille modi, di vedere le edicole di Milano non perdere spazio in una città che per quanto riguarda il commercio, corre in modo sfrenato. E le normative di Regione Lombardia? Il Bando per l'assegnazione di un milione di euro fra edicole e librai? 

Oggi non è più tempo di dormire fra due guanciali. E' finità l'idea che qualcuno verrà da noi.  Siamo noi che dobbiamo presentarci e attrarre. Snag Milano sta facendo un lavoro importantissimo in questa direzione. Sforzo che è anche cucire e ricucire, con realtà di una grande Milano, che non sempre ci vuole come siamo. E che da noi pretende di più. Voi pensate veramente che sia sufficiente alzarsi il mattino e osservare il sorriso dei nostri cari per iniziare la giornata? Una volta. Oggi non più. 

Paolo, edicolante da 3 anni, mi dice che ha la tessera e che l'ha fatta per i suoi bisogni. Lui arriva dalla fabbrica. Sterile, ma è un dato di fatto o almeno lo è oggi. Pur accettando questo ragionare, devo anche dire che viene un momento in cui, chi fa questi ragionamenti, dovrebbe  anche conoscere e capire, chi sono coloro che lo rappresentano. Non siamo tutti uguali e non basta corrispondere un bonus, per essere al riparo da un mondo che richiede partecipazione. Si. Partecipazione. E a Milano sapete che Snag c'è. E questo vi basta. Avete il cellulare del Presidente e lui quando lo chiamate vi risponde. Sempre. Vi aiuta.Sempre. Prende la metropolitana e vi raggiunge. Sempre. Si preoccupa. Vi coccola. Ma la regola dovrebbe essere un sostegno vicendevole. Si dovrebbe basare non sul pago la tessera, ma sulla stima. Sul rispetto. Sul "non ti preoccupare, ci sono". Mi fermo sul Provinciale e vi parlo di Nazionale.


Sto seguendo per ovvi motivi, il Presidente Abbiati. Io insisto nel dire che è un carro armato e che, se mai esistesse qualcuno che potrebbe portarci all'obbiettivo che tanto ricerchiamo, questo è lui. Ne ho rispetto e stima, perchè sul campo è un'esempio. Ha concepito "leggievendi". Un'idea geniale che sostiene con passione e determinazione. Lui, noi,abbiamo intuito che è il grimaldello per aprire una porta che diversamente potrebbe restere sempre chiusa. Gli editori non ci ascoltano. Lui, Abbiati, parte da Milano e va a Torino, dopo una mattinata passata di fronte a centinaia di giornalisti. A dibattere del nostro mondo. Fa l'Assemblea alle 21,00. Una dormita e al mattino pronto per La Spezia. Appuntamento alle 12,00. Chiarita l'operatività, via per Genova. Ore 21,00 assemblea. Il giorno dopo in mattinata a Milano. Pronto in ufficio. Successivamente a Bologna per assemblea. Poi riparte per Milano. Nuova assemblea. E via di questo passo. E secondo voi una persona che si butta anima e corpo, in questa - come la definisce lui - meravigliosa avventura, dove l’obbiettivo finale è vincere per gli edicolanti e per la rete,  non va preso in considerazione? Sta comunicando in edicolese. 

Pertanto fateci godere anche della vostra presenza fisica, pur gradendo  le vostre telefonate, i vostri sms o le e-mail di adesione all'iniziativa "leggievendi". Con le mille capibili ragioni per non essere potuti intervenire ai dibattiti.  A volte è bello vedervi, parlarvi, stringere le vostre mani. E perchè no, anche per voi dire,"io c'ero!"

domenica 4 ottobre 2015

AIUTATECI AD AIUTARVI

Ormai siamo arrivati sull'orlo del  baratro. Riusciamo anche a giustificare o perlomeno a discutere come se fosse un'accadimento di tutti i giorni, di un attacco ad un ospedale nel pieno di una guerra. Pur di non accollarci un problema, in questo caso solo di coscienza, di consapevolezza umana, ci inventiamo scuse del tipo << e cosa vuoi, è la guerra!>>. E così ci avviamo sempre di più, da incoscienti e falsi ingenui, verso la legge del più forte che goccia dopo goccia, ucciderà tutte le nostre energie fino a farci morire. << Tanto cosa possiamo fare?>>

Nel mio girovagare fra amministrazioni e sindacati locali, dove si organizzano assemblee per conoscere e risolvere le problematiche locali, mi trovo a chiacchierare con molti di voi. A tu per tu. E come se niente fosse, dirompete nei discorsi come dei fiumi in piena, trasportando non solo tronchi ma anche macigni che mai nessuno riuscirebbe a spostare. Lo fate con un impeto e con una rabbia, ma soprattutto con una precisione, che riuscite anche a disarmare me. Ma lì vi fermate. Poi girando di mano in mano, dove i soliti gesti di rito ci fanno conoscere, mi accorgo che i problemi del primo sono i grattacapi dell'ultimo. Allora vi chiedo, perchè non unirci e far nascere un gruppo che possa portare all'attenzione del sistema i guai che lo stesso sistema ci fa passare? Io li conosco, ma se voi non me lo permettete, non posso nemmeno iniziare a prenderli in considerazione. Mi dite che questo o quel Dl potrebbe irritarsi ad una vostra reazione o - come accaduto - " e' meglio non costituirsi, perchè se il Dl lo viene a sapere...". Abbiamo stabilito da tutto ciò che il Dl, potrebbe - potrebbe - decretare la nostra sopravvivenza o la nostra fine. Vero? Enfatizzato? Sovradimensioniamo un problema e ne troviamo un colpevole pur di non ammettere i nostri sbagli? Questo non lo so. Ma una cosa è certa, su molte piazze il sistema non funziona come dovrebbe e i problemi del singolo, sono i problemi di tutti. E allora perchè non coalizzarsi,unirsi, associarsi per creare un fronte comune? Non parlo di reazioni inconsulte, parlo di DIRITTI. Un singolo potrebbe avere mille  difficoltà, determinate da tantissime motivazioni. Ma un gruppo, omogeneo e ben diretto, potrebbe iniziare seriamente a chiarire molti fatti. Timore? Preoccupazione? Sospetto? Andiamo a cercarci la prova del nove.

Mancano pubblicazioni nelle ceste. Mancano intere rese. Ci sono errori nelle fatture. Non ci forniscono a dovere. Arrivano tardi. Telefonate infinite. Risposte sgarbate, insolenti? Capita? Spiegazioni trascinate per settimane. Richieste su richieste disattese e poi cadute nel nulla. Sviste sui conti deposito. Accordi locali con i Dl che ci potrebbero danneggiare, a cui vorremmo porre modifiche, ma a cui non possiamo sottrarci. Sospensione per un minimo prurito di naso. Stravaganze al limite dell'impossibile e incomprensibili prese di posizione. Chiaramente sempre a vantaggio di chi prospetta l'idea, come la soluzione dei nostri mali, ma risolve i suoi.
Un edicolante afferma che nel 2014 non gli sono stati riconosciuti 900 euro di rese. Dice...<< Gli ho mandato 10 mail adesso sono stufo. Lascio perdere.>>. Osservo le bolle di alcuni colleghi e mi accorgo di pubblicazioni (8) non in conto deposito. Dicono...<< e ma è così da sempre!>> Pertanto quel Dl da sempre guadagna alle spalle della rete che serve. Un edicolante  mi invia una bolla e riscontro alcuni errori. Dice...<< Fa niente non vorrei che poi il Dl...>>. Io dico...<< Guarda che sono errori, a volte capita>>.Niente. L'ansia del"cosa mi potrà accadere", va oltre anche il fatto di recuperare dei ipotizzabili crediti. Una donna con tanto di attributi, mi parla di Informatizzazione. Le risolvo il quiz, ma bisogna andare dal Dl e farlo presente. Mi sussurra..<< Lasciamo perdere altrimenti si accorge che ne ho parlato io e ...>> L'altra sera a fine assemblea, un edicolante si confida...<< Ho pianto dalla disperazione. Sono avvilito, smarrito e non so più che pesci pigliare. Chiudo e via! >>E di questo passo ve ne potrei raccontare a iosa. Come chi  paga le fatture pienamente, nonostante abbia un credito da tempo nei confronti del Dl. Sbagli? Malintesi? Distrazioni? Incomprensioni caratteriali? Ci sta tutto,ma non la rassegnazione e legge del più forte. Questo no.

martedì 4 agosto 2015

Edicolanti in vetta allo sconforto commerciale

Il mio punto vendita di Sabato pomeriggio si è svuotato di quell'andare e vieni, che lo caratterizzava nei fine settimana. Il calo è iniziato nel mese di Giugno, aumentando sempre più, fino ad arrivare all'incasso record di otto euro del primo Agosto. Che cosa sta accadendo? Non ve lo so proprio dire, se non attraverso qualche congettura giustificativa, detta più che altro per scaramanzia personale. Domenica 2 Agosto è stato penoso. Ho aperto alle 6.00. Smistato il centinaio (?!) di copie ricevute, spazzato attorno al chiosco e liberatomi dall'acre odore di piscio del solito o dei soliti deficienti della notte, mi sono seduto. La prima anima si è vista alle 7,15, dopo che le campane, avevano rotto un silenzio d'oltretomba. "Mi scusi fa le ricariche"? Me ne fa una da cinque? "Ho un cinquanta da cambiare". A voi lascio la conclusione. Dopo dieci minuti vendo il primo quotidiano e via via, con vuoti di tempo piuttosto demotivanti, arrivo alle 12,30 con una vendita di cinquanta copie di quotidiani. C'è da spararsi. Sono edicolante da sempre e pur confrontandomi con mia madre, mi sento dire che cose del genere non sono mai accadute. Oggi Lunedì 3 Agosto, sto scrivendo dall'edicola. Senza problemi. Un biglietto, una ricarica...Pagamento Enel.Un bollo da trecento euro. Quotidiani o settimanali niente. Ho servito solo i due bar del mattino e il panettiere. Le ceste arrivano piene di cianfrusaglie che nulla hanno a che fare con la stampa, gonfiando così un estratto conto già fortemente compromesso. E di questo passo si tira avanti mettendoci dentro quattro risparmi con il pensiero rivolto al giorno in cui prenderemo la pensione. Questo giorno una volta arrivato, quanto ci sarà costato?
Luca mi dice che con quattro conti fatti a spanne, dal 2000 a oggi, ci ha messo di suo, qualcosa come ventimila euro. Lui titolare già in pensione, la moglie collaboratrice ci andrà a mesi. Speriamo riescano nel loro intento. Lui è intenzionato a vendere immediatamente il giorno successivo alla conferma che la moglie è in pensione. A vendere…Vendere. Parola magica. Ricordo quando mia madre, ora ottantenne, mi diceva che presa la sua liquidazione (vendita dell’attività) sarebbe andata al lago. Noi avevamo un’edicola che in lire valeva circa 600 milioni. Oggi - forse – il sei rimane e a fatica ci aggiungiamo lo zero. Pertanto mia madre se tutto va bene, dalla vendita, ci ricaverà una decina d’anni di tribolazioni con il conto corrente e con le tasse da pagare per la vendita. Sì perché su sessanta mila euro, a tassazione separata,ce ne dovete lasciare il 23%.

Oggi si fatica senza, e ripeto senza, prendere un becco di quattrino. Come facciano molti di noi a sopravvivere al sistema, questo è un mistero. Sono pronto a scommettere che questi ipotetici molti , non sanno nemmeno quanto guadagnano e quanto non guadagnano. A Luca sembrerebbe manchino delle pubblicazioni. Qualche quotidiano che non è arrivato. Un paio di rese non contabilizzate e una controversia su alcuni dvd che non si trovano più. Lui è certo ci fossero e sta aspettando che se ne accorgano meglio. Sembra stia aspettando da tre settimane. E il controllo è difficile e richiede tempo. In compenso gli hanno addebitato una pubblicazione dell’Agosto 2014. Gli hanno detto che non sono loro in difetto, ma lui che a suo tempo non ha detto nulla del mancato addebito. In poche parole hanno detto a Luca, che ha fatto il furbo. Come vedete cornuti e mazzolati. Noi siamo “borsaioli” e gli altri fanno solo degli errori. Vita ingrata.

mercoledì 22 luglio 2015

I2.0, guaio su guaio

Non condivido né i tempi né i modi, con cui vengono sottoposti alla rete la sottoscrizione dei contratti per poter usufruire del programma informatico I2.0 o similari. Questo modo unilaterale di determinare (Accordo Fieg-Ndm-Anadis) il lavoro di altri è quanto mai fuori delle regole commerciali. E' cominciato tutto con un server farm che si impalla. Con alcuni distributori che pressati dalle numerose telefonate degli edicolanti, non sapevano che pesci pigliare. Da telefonate ad Infosistemi per conoscere e comprendere cosa stesse accadendo a questo decantato I2.0. Savona, Milano, Varese, Pavia, Bergamo, Como, Sondrio, Novara...Tutti e tanti altri al buio. Il servizio I2.0, dato a pagamento dietro la sottoscrizione di un contratto misto (software e consegna giornali) è un "prendere o lasciare", dove non firmando per accettazione, non ti consegneranno quotidiani e periodici. Un Accordo che non prevede alcuna penale da parte del Dl per il malfunzionamento del sistema (in questo caso I2.0, ma per me vale anche per le consegne in ritardo dei giornali), ma contiene mille balzelli per l'edicolante. Comunque il bug che aveva arrestato il sistema, sostenuto da un paio di circolari d'Infosistemi e di CloudItalia con le mille scuse del caso, dava il problema per risolto. 
Dieci giorni addietro Milano e Varese erano ancora nei premi e i Dl non sapevano ancora cosa rispondere. Ma come, non era tutto risolto? Qualcuno telefonava ad Infosistemi, che con i soliti giri di parole, considerato l'incazzato di turno, lo rabbonivano fra le mille varianti del caso. I DL non dicevano nulla. Né una telefonata, né una circolare, né un fondo bolla che spiegasse il nuovo blocco.

Due giorni fa un nuovo crollo. I2.0 si riblocca. Savona, Pavia, Bergamo...Edicolanti in piena stagione estiva (Liguria) vivono il disservizio, nell'estrema difficoltà, fino a far divenire I2.0 un problema. Il problema! Certezze e sicurezze, coperte da garanzie virtuali non sono più accettabili. Le penali sono necessarie per garantire che a fronte di un disservizio, il surplus di lavoro che spetterà all'edicolante e le persone che dovranno per forza di cose aiutarlo nella rogna, non divengano un costo. Qui invece oltre la beffa c'è un danno economico consistente che riguarda il lavoro in tutte le sfaccettature. Non credo ci sia bisogno di spiegare a nessuno, che sia Dl o Dn, Editore o informatico, la disfunzione che tipo di conseguenze provochi. 
Ecco cosa ci si guadagna ad escludere sempre la rete da tutto, a trattare l'edicolante come un passacarte, a volerlo sottomettere con un Contratto capestro per indurlo all'inquietudine, ad impoverirlo, costringendolo a fare cose imprevedibili.
Comunque adesso sarebbe quanto mai opportuno rimborsare le edicole del disservizio causato e smettere di far sottoscrivere contratti. Sarebbe un'inizio di assunzione di responsabilità.

venerdì 26 giugno 2015

Regione Lombardia, una visione realistica ed essenziale dei Rivenditori della stampa quotidiana e periodica

Lombardia: approvati gli indirizzi regionali per la diffusione della stampa.

- Circolare Snag Nazionale n° 100 del 24-06-2015 [vai];
- Documento Unitario Snag-Sinagi del 15-04-2015 [vai];
- Delibera del Consiglio Regionale Lombardia e relativo allegato A [vai].
_ Dcr 29 Luglio 2002 [vai]
·      Regione Lombardia recepita la legge 170/2001, ha espresso il desiderio di salvaguardare il settore come cardine essenziale dell'informazione. Riconoscendo la differenziazione fra esclusivi e non esclusivi, l'adozione o l'adeguamento dei Piani di localizzazione, l'amministrazione regionale ha riconosciuto la rete di vendita Mettendo nero su bianco, che per fare meglio i piani bisogna fare la ricognizione dei punti vendita esclusivi e non esclusivi, ha certamente dato un indirizzo per far evolvere il sistema e offrire quel possibile avanzamento che un pò tutti ci negano. Regione Lombardia non ha voluto far mancare in nessun luogo la stampa quotidiana e periodica. Ha capito che delle eccessive quantità di rivendite (esclusive o non) non vogliono dire una maggior vendita di stampa quotidiana o periodica, ma una distribuzione meno finalizzata e disorganica, fino al punto che il cittadino potrebbe non riuscire a trovare la stampa quotidiana o periodica che desidera. Inoltre, diciamocelo chiaramente, chi aggiunge quotidiani o periodici ad un'attività, ne fa un uso di richiamo e non di vera professione. Cosa che l'edicolante è, cioè un professionista (nella vendita della stampa quotidiana e periodica. Chiaramente, alcune edicole hanno già avviato da tempo processi di trasformazione e ampliamento dell'offerta, ma oggi l'opportunità di un ampliamento dello spazio espositivo per la vendita di altre merceologie, non è cosa da poco. Pur mantenendo come attività prevalente la vendita di quotidiani e periodici. Direi che non è cosa da poco.
    Stiamo parlando di un Decreto della Regione, non di una scelta amministrativa legata al territorio di una singola provincia. Pertanto ciò che a Milano potrebbe essere scontato a Brescia potrebbe essere un'opportunità. Stiamo parlando di migliaia di edicole, che potrebbero usufruire di nuove opportunità. Poi chiaramente la singola impresa ne deve vedere le convenienze. Non tutti siamo imprenditori a 360 gradi, ma l'opportunità è già di per se un vantaggio.


   L'esempio dell'Info Point calza a pennello. Potrebbe essere un'idea fantastica su tutto il territorio Nazionale. Una bella "E (edicola) " che contraddistingue una rete dedicata. Fantasia? No, opportunità da parte di tutti. Mi chiedo perché non divenire possibili "Info-Point" culturali, turistici, amministrativi, locali e regionali? Potrebbe essere l'occasione per calmierare le numerose e pressanti imposte comunali, rendendo dei servizi. Io ti do, tu mi dai. In questo caso anche richiamando clientela sui nostri punti vendita e offrendo un grosso servizio al cittadino.

      E per chiarire è giusto far sapere ai nostri colleghi commercianti, che non è nostra intenzione sottrarre l'attività ad alcuno. Noi vogliamo continuare ad essere rivenditori di quotidiani e periodici, oggi e domani. E così vorremmo che facessero anche loro, per quanto riguarda i loro settori. A Snag i pastrugni non piacciono. Ognuno deve essere e rimanere professionista nel proprio ambito.

     Il punto 7 della nuova normativa suscita un particolare interesse.
     Interventi per il mantenimento, l'innovazione e lo sviluppo della rete distributiva.
   1. La Giunta Regionale, in collaborazione con i Comuni e con il coinvolgimento delle Camere di Commercio e delle Associazioni di rappresentanza del comparto:
     a) favorisce il mantenimento della rete distributiva sul territorio anche nelle aree svantaggiate;
  b) promuove l'innovazione, l'informatizzazione e la competitività delle imprese del settore con particolare riguardo per le rivendite esclusive;
     c) sostiene la formazione e l'aggiornamento professionale degli operatori e del personale;
   d) favorisce l'accesso al credito e al mercato finanziario per le imprese del settore con particolare riguardo per le rivendite esclusive, anche avvalendosi dei consorzi fidi;
    e) favorisce l'integrazione dei chioschi nel tessuto urbano anche come elemento di presenza e decoro urbano;
   f) promuove, all'interno delle rivendite esclusive, l'integrazione di servizi pubblici e privati tesi a completare l'offerta alla clientela e a sostenerne l'innovatività.
   2. Al fine di dare attuazione a quanto previsto al comma 1, la Giunta Regionale può realizzare specifiche iniziative, promuovere progetti e accordi, concedere contributi ed agevolazioni ai soggetti interessati.

      L'Assessore al Commercio Regionale, Mauro Parolini ha una visione futuristica del settore e intende mantenerne invariate certe peculiarità. Prima di tutte e si intuisce, vuole una nuova rete di vendita che possa dare l'informazione, puntuale, in ogni luogo, ma soprattutto libera. Chi va in edicola deve trovare il proprio giornale e aver la possibilità di osservarne altri, in ambienti culturalmente adeguati. E' una grande intuizione che qui è legata ad un'opportunità di rilancio e integrazione. Adesso chiaramente tocca a noi iniziare il lavoro.
      Il "pubblico" ma in particolare i nostri associati Snag Confcommercio devono sapere che tutto ciò che oggi leggono in merito a queste novità in materia di Rivendite di quotidiani e periodici sono il frutto di numerosi incontri. Ritrovi, riunioni, colloqui con tutte le associazioni del caso, dove scambi di documenti e confronti sono stati all'ordine del giorno. Il desiderio di Snag è quello di salvaguardare e rilanciare il settore in tutte le regioni e le province italiane. Crediamo fermamente nell'apertura di tavoli di confronto fra editori, distributori e rappresentanti sindacali (Snag e Sinagi stanno cercando di lavorare insieme). Non amiamo le corse in avanti come quelle dell'Accordo fra Editori e Dl e non apprezziamo scelte unilaterali, come la richiesta, che poi si traduce in obbligo, di sottoscrivere "accordi" per la consegna di quotidiani e periodici. I contenuti economici del caso, esagerati in tutto e per tutto, non aiutano. Perché affidarsi a qualcuno che ti costringe, laddove ci sono molti che ti permettono di attivarti in mille commercialità con modi, tempi e costi favorevoli? Io se fossi un distributore locale dopo aver saputo del Dcr Lombardia, prenderei il telefono e chiamerei tutti quanti coloro che hanno sottoscritto accordi dicendo loro: << Bene. Alla luce di questi nuovi fatti, proviamo a ricominciare insieme>>. Chiaramente per quanto mi riguarda questo di Regione Lombardia è solo l'inizio di un percorso. 




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Braccia Conserte

" Nella mano sinistra i quotidiani compiegati. Serrati in una morsa. L'indice destro penetra il mazzo,il pollice e il medio estraggono la prima copia dal mucchio. Successivamente le copie raccolte, pigiate, solcate dall'andare e vieni della mano,che ne fissa la quadratura vengono esposte. L'una sull'altra. Perfettamente in ordine".
sciare che qualcun altro faccia il lavoro.