Carlo Monguzzi

Carlo Monguzzi
Leggere,scrivere,comunicare.
Pensieri e opinioni in questo blog sono esclusivamente personali.
Se vuoi scrivimi oppure mi trovi su Twitter / Faceebook / Se vuoi puoi leggermi anche su " Il Cittadino di Monza e Brianza "

"SARO' SINCERO"

"SARO' SINCERO"
Anziano

sabato 15 novembre 2014

Altro che 8 giorni di sciopero! E' ancora recessione.

L'anno si concluderà con un'ulteriore recessione. Si dice sia la terza. Gran parte di coloro che fanno Impresa, commercio o artigianato che sia, chiudono l'anno in negativo. Potremmo dirci..."Capita,non sempre è festa". A volte ci sono cose che non possiamo dominare e che nonostante il nostro impegno, ci mettono in difficoltà tali da non avere soluzioni immediate. I nostri nonni, almeno i miei, contadini del Cremonese pregavano perchè la natura non gli voltasse le spalle, per evitare inverni troppo rigidi, che  le mucche dessero latte in abbondanza. Latte in abbondanza. Come cambia il mondo. Adesso a chi produce latte in eccesso danne le multe. Questo per dire a me stesso e scrivere a voi che leggete, che le cose cambiano e non sempre nel verso che vorremmo.

Nel nostro settore, dei rivenditori di quotidiani e periodici,le idee non mancano, Incontro distributori e amministratori che parlano di agire in quel modo, di fare dell'altro, di evitare questo o quello che potrebbe essere dannoso. E nessuno nega loro, che in alcuni casi, ci possa essere ragione da vendere. Ma non posso evitare di chiedermi come poter sostenere queste idee, senza una chiara analisi dei fattori economici. E allora comincio a chiedermi, che fare i conti con il portafoglio degli altri è meno complesso che farlo con il proprio. E quando quest'ultimo è pressoché vuoto, si tende ad incolpare gli altri dello svuotamento.

Non posso sopportare che i Dl, in difficoltà, gravino sulla rete di vendita costringendola al pagamento del trasporto dei giornali. Non posso sopportare chi fa pagare le proprie deficienze al prossimo,senza mettersi in gioco, giudicando gli altri come fonte di reddito. Ma qui lo sciopero conta poco, piuttosto si passi alle denunce e alle richieste di rimborso. Creiamo un fondo, prendiamoci un pool di avvocati e iniziamo una battaglia tutti insieme, perchè la cosa sta entrando nel lecito.  

venerdì 14 novembre 2014

Distinguersi per non essere fraintesi, dentro e fuori le mura

Scrivo in seguito ad un'interessante riunione che si è appena conclusa. Gli uomini seduti al tavolo, si sono confrontati sul futuro. Il domani dell'edicolante, dell'editoria, delle vendite. Tutti ben consci che il sistema va salvato e ottimizzato per superare il momento di crisi. Ognuno mette sul tavolo la propria esperienza, la condivide con gli altri e chiede a chi ha di fronte di attivarsi con altre idee. Si parla di informatizzazione, di App, di vendite mirate, di ottimizzazione, di possibilità di ampliare il commercio, pur mantenendo ferma l'esclusività della Rivendita di quotidiani e periodici, del Dcr Lombardia, della 103...Di piazze come Milano, Torino, Genova... Ci sono numerosi momenti di intendimento, dove ci si riconosce  nelle parole dell'altro e si comprende che forse si potrebbe condividere un percorso. Non più controparti, ma sodali in un viaggio che ancora nessuno di noi sa con certezza dove ci porterà. E' il Novembre del 2014. Ci potremmo lasciare alle spalle tutto un mondo, che  sta cedendo il passo e ha bisogno di novità. Modernità, freschezza, adeguatezza. Di un'apertura mentale che va oltre il muro e cominci a parlare di permanenza in vita, di occupazione, del mestiere, di organizzazione. Io parlo e scrivo anche di riscatto.

mercoledì 5 novembre 2014

Caro Dott. Costa, Lei è ottimista con i soldi degli altri (edicolanti)



Parlare di estinzione dell’editoria è veramente eccessivo e prefigura comunque una capacità profetica che nessuno riuscirebbe a sostenere. Cosa diversa è scrivere dell’esaurirsi “della posizione dominante” della  stampa quotidiana e periodica, che senza ombra di dubbio si sta incanalando verso una strada di non ritorno. E’ l’avvento del digitale? Potrebbe essere. Ma non è sovradimensionata la preoccupazione per la quale il settore stia vivendo una fortissima crisi, che a conti fatti chiama in causa editori e distributori in modo evidente. E’ clamoroso vedere un comparto che negli anni d’oro contava 40.000 punti vendita e che oggi si appresta a sfiorare di poco i 30.000, con una forte propensione al ribasso. Città, paesi, piccole realtà..Si chiude dappertutto per asfissia.

Leggiamo che il Dott. Maurizio Costa pur non nascondendo che il settore dell’informazione ha problemi, respinge le visioni fortemente pessimistiche. Chiaramente si rivolge al digitale, perché il cartaceo non vede nessun progetto sul tavolo che possa compensare le perdite di questi ultimi anni e inoltre non vede da parte di Fieg, nessuna propensione al rilancio del settore (sono anni che non si riuniscono commissioni di confronto fra Fieg e rappresentanze sindacali). Potremmo vedere enunciati mille e più motivi, che vanno dal fatto che il settore  non risponderebbe all’innovazione, al fatto che ci possano essere delle difficoltà per il rilancio, per finire ad un Governo che ipocritamente “legifera senza conoscere”. Perché la realtà è questa. Nessuno – e ripeto nessuno –  fra amministratori, politici e burocrati, conosce il settore dei Rivenditori di quotidiani e periodici. Mi domando se a questo punto il pessimismo che tanto non vorremmo, non sia più una sorta di rassegnazione dei molti che vivono questo settore, "visti" come se fossero degli invisibili, riconosciuti solo per pagare estratti conto e tasse governative.

domenica 26 ottobre 2014

Piangersi addosso,colpevolizzare altri, trovare sempre un nemico

Non siamo abituati alla piazza. Ne ho avuto prova. Non crediamo in un dio terreno, men che meno agli uomini che ci rappresentano, ma pretendiamo che qualcuna ci difenda o funga da interlocutore per noi. I cavilli burocratici sono tali, che da soli non riusciremmo mai a trarre un ragno dal buco. Ma nonostante ciò, inveiamo in modo assurdo e sistematico contro chi si sforza alla ricerca di idee e mezzi per superare questa crisi, che non sembra esaurirsi.

Stiamo perdendo il lavoro, ma ci crogioliamo sui social e da quel che vedo ci accontentiamo di come vanno le cose. Stiamo utilizzando i nostri risparmi, la nostra pensione o quella del genitore per pagare estratti conto che man mano che il tempo passa si stanno riducendo notevolmente. Non stiamo stringendo i denti, ma stiamo stringendo la cinghia e lo stesso stanno facendo i nostri compagni di cordata.Questo ci porterà ad un impoverimento tale che molti di noi non riusciranno a riprendersi. 

Mi chiedo perchè si debba sempre accusare qualcuno e mai una volta farsi un'esame di coscienza. O almeno un'analisi della situazione e prima arginare il dilagare della peste, per poi curarla e riprendersi evitando numerosi errori del passato.Rilanciarsi, riproporsi. Alcuni di noi insistono (io dico ancora) con il pensiero rivolto al solo aspetto del rivendere quotidiani e periodici.Anche se si dovesse spuntare un'aumento della percentuale non risolveremmo la nostra esistenza. La carta che non smetterà mai di esistere, non è più un prodotto essenziale e ancor più quella quotidiana,che ha perso notevole interesse.Prendere atto di questo ci aiuterà ad uscire dal concetto di rivenditore esclusivo di giornali e a pensare un pò più da imprenditori. 

La mia ricetta è quella di creare rete. Non disperdere la commercializzazione di quotidiani e periodici, ampliare le commercialità, offrire servizi, specializzarsi. Volete che non ci sia qualcuno che ambirebbe a 30.000 punti vendita? Dobbiamo solo sbrigarci, accelerare. Non duplicati di duplicati, ma offrirsi come nuovi soggetti, aperti, innovativi e soprattutto "moderni".

lunedì 20 ottobre 2014

Convertitevi al "Piano Monguzzi" il resto è storia

Evito di parlare delle modifiche che Renzi potrebbe apportare al nostro settore. Il solo pensiero che potrebbe abolire, come vorrebbe l'Antitrust, la 170 senza proporre in anteprima qualcosa e legiferando incondizionatamente, mi fa venire i brividi. Ormai è noto che sia Renzi che i governi precedenti hanno messo mano ai passaggi concernenti l'attività dei Rivenditori di quotidiani e periodici, senza minimamente sapere di cosa stessero parlando. Dal leggiucchiare qua e la ho la sensazione che il consigliere del Governo in merito agli edicolanti (così dice l'aggiunto art.39) potrebbe essere il Direttore de Il Giorno, Giancarlo Mazzucca ex eletto alla Camera,componente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati  con le sue idee conservatrici e poco lungimiranti, nascondendosi dietro articoli alquanto comuni ( "Il giornale che...del 4 Ottobre u.s.") Ricordate l'edicola madre e le edicola figlia? Le eccessive chiusure delle edicole? Comunque la cosa non ci deve spaventare, perchè fra un pò con queste idee degli anni '20, andremo a casa noi, numerose agenzie di distribuzione, numerosissimi editori,grandi e piccoli e anche l'ex onorevole Mazzucca .

Vendita e diffusione sono cose ben diverse. Se ti sta a cuore la prima, farai di tutto per creare una rete che possa favorire in modo organizzato la voglia e la richiesta di informazione, cultura e conoscenza. Se ami la seconda del "chi, come,dove,quando,perchè" non ti interessa. L'importante è il produrre, raggiungere chi vuoi, spendere poco e ricevere finanziamenti di Stato. Dimenticavo...Stare a guardare sollazzandoti con idee astruse, gli edicolanti che chiudono. Perchè di fantasie ci sono pieni un sacco di libri di fiabe. 

A questo punto anche uno stupido capisce che il settore è lanciato verso la seconda ipotesi ( governo e editoria si sostengono l'un l'altro) e che l'unico modo di venirne fuori tutti insieme e riconvertire le nostre attività. Da soli non si riesce. Non scrivo solo di ampliamento delle commercialità, ma anche di qualcosa che ci permetta di divenire rete. Senza questo passaggio credo non ci sia più bisogno di noi. Cosa se ne farebbero di duplicati di altri duplicati? E quando smetteranno di pasticciare on-line e troveranno il bandolo della matassa per far funzionare l'informazione? 
Io ci sono e non mollo. Spero altrettanto facciate voi. Ma anche se vi saltasse in mente di mollare, io non lo faccio comunque. Pertanto se pensate ancora positivo, teniamoci in contatto.


sabato 27 settembre 2014

Edicole,prima di sparire dobbiamo comparire

"Se tutti i colleghi rifiuteranno di ricevere e di trattenere i prodotti sopra citati in tempi diversi dall’arrivo del quotidiano di riferimento, ci consentiranno - a fronte di un azione congiunta e compatta - di discutere con gli editori nuove modalità e condizioni in modo tale che anche la rete di vendita possa se non altro beneficiare per un’imposizione che fino a questo momento è esclusivamente penalizzante.
Ricordiamo, infatti, che nessuna normativa attuale ci obbliga a ricevere, e trattenere, questo tipo di prodotto in edicola in tempi diversi dal ricevimento del quotidiano di riferimento".

Questa la conclusione  di uno dei tanti articoli di Armando Abbiati che cercava e cerca ancora, di stimolare la rete alla compattezza e alla possibile reazione nei confronti di un sistema che già allora dava segnali contrastanti. Come lui altri hanno fatto e brigato. Ma per ragioni che non elenco, in pochi credettero alle parole del Presidente che per motivi alquanto opinabili viene preso in considerazione solo a "capitolo chiuso".

venerdì 26 settembre 2014

Edicole,a questo punto muoia Sansone con tutti i filistei

Vengo a conoscenza in queste ultime ore (sono in ufficio)  di una brochure che invita gli edicolanti – così identificati dall’articolo 39,inserito nella Legge 170/2002 - a dare il proprio contributo per l’esposizione  e la proposizione del “nuovo QuattroRuote”. Nel contempo riceviamo un’ulteriore comunicazione, dove l’Editoriale Domus, editore di QuattroRuote, all’interno della stessa pubblicazione stimola la clientela ad abbonarsi, offrendo numerosi vantaggi , che vanno dallo sconto alla regalia.

mercoledì 24 settembre 2014

Leggere quotidiani,ormai un rito finito

Il "Corrierone" ha cambiato formato. Oggi è più piccolo, più servibile e se devo essere sincero – sono un lettore del quotidiano da anni – più bello. Il quotidiano non solo lo leggo, ma lo vendo anche. Ne rappresento in qualità di sindacalista, i rivenditori italiani. Rivenditori che da qualche hanno a questa parte stanno attraversando una crisi profonda, per la quale stanno e stiamo chiedendo a piena voce, un rilancio del settore da parte editoriale. Bene. Il silenzio è assordante. La presenza editoriale nulla e l’interessamento alle nuove problematiche del settore privo di consistenza progettuale. Gli editori hanno scelto di abbandonare le edicole ad un destino che nessuno conosce e che loro pur essendo parte rilevante del sistema, si rifiutano di considerare. Oggi questo rilancio del Corriere della Sera è passato inosservato. Si! Inosservato dalla stragrande maggioranza dei lettori. Dei lettori del quotidiano stesso.I clienti hanno acquistato la loro copia senza nessuna meraviglia, neanche accorgendosi del cambiamento. Qualcuno addirittura ha sbeffeggiato ironicamente “il formato ridotto”adducendo ad una povertà editoriale ormai alla canna del gas.


Cambiamento, trasformazione,novità…Restyling! Ma “chissenefrega”. 

domenica 21 settembre 2014

Sindacato,se non ci fosse bisognerebbe comunque reinventarlo

Renzi attacca la Cgil (ma si rivolge a tutti)  parlando a denti stretti di inadeguatezza di un comparto importante come quello sindacale, con i tempi che corrono. A dire di Renzi, certe cose come l’articolo 18,avrebbero perso di significato. Stringi, stringi andrebbe tutto in gran parte rivisto. Il Corriere della Sera di Domenica descrive in una pagina interna, come in gran parte delle fabbriche, si facciano ormai Accordi locali, contro- senza dirlo – il pensiero centrale del Sindacato. In questo caso il sindacato, inteso come il grande difensore del sistema, colui che a fronte di un sopruso è disposto a tutto, parrebbe inesistente. Ma soprattutto impotente.
Se Renzi faccia il furbo, non è dato a sapersi. Ma non posso pensare che non riconosca al Sindacato quella forza di contrattazione che il 23 Marzo del 2002 fece scendere in piazza per opporsi alla modifica dell’articolo 18 tre milioni di persone. E’ vero da quel giorno è cambiato molto dell’aspetto economico e lavorativo della nostra nazione, ma le conquiste andrebbero cancellate solo con altrettante conquiste.

L’Italia deve ripartire, ma non riparte e la colpa non è della Camusso.  E’ un po’ come la crisi profonda che attraversa l’editoria, con il tentativo di far risultare che gli edicolanti sarebbero colpevoli dell’immobilismo e della conseguente crisi. Qui edicolanti e sindacati, rischiano l’estinzione per menefreghismo della controparte. Cos’è questo menefreghismo,disinteresse e indifferenza verso chi rappresenta la compagine lavorativa, in questo caso le edicole? Si chiama autoritarismo e prepotenza, perpetrato da una parte che crede di dover sopravvivere ad un momento di crisi, opprimendo e sovraccaricando l’altra di obblighi e  costrizioni. Morte tua, vita mia. Sarà anche una frase d’effetto, ma abusata squallidamente.  Sta accadendo senza che il Renzi ne comprenda la portata e l’influenza nociva che sta avendo sul sistema Italia. Le edicole chiudono perché un distributore locale decide la loro fine. Uomini e donne, che impauriti da contratti vessatori, si vedono costretti a dover lavorare sotto ricatto. E il Renzi conosce queste cose? Uomini e donne che non sanno più a che santi appellarsi se non a San Sindacato?  E’ la verità e le prove non mancano.  Ma Renzi pensa all’articolo 18 e al macro sistema. Oggi più che mai la partita si gioca a livello locale, ma lui -il Renzi- si è perso in alta montagna. E tutti quanti stanno attorno a lui, il suo fidato collaboratore Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria, racconta che “qualcosa si farà”. Quando? Alla fine del mondo? Chi credete che si stia opponendo a questa riduttiva  visione del lavoro “ ognuno faccia quel che crede” e “ se non ce la fai è meglio che chiudi”, decisa non dal mercato ma da qualche facilone locale che ritiene di ridisegnare la scena politico editoriale del paese? Il Sindacato. Poi se mi dite che si potrebbe fare meglio (basta dire cosa) potrei essere d’accordo con voi, ma non avere nulla è come combattere un’infezione senza antibiotico, che gran parte delle volte,solo preso in ritardo, perde tutti i suoi effetti. 

sabato 19 luglio 2014

Estate di un edicolante cittadino

Stamane ricevo una quantità irrisoria di periodici. E' estate e lo spostamento di gran parte delle persone nelle zone di vacanza, spinge le quantità delle pubblicazioni verso quei luoghi. Ma dobbiamo anche chiederci come può un Dl di città sopravvivere nei mesi estivi con cali di fatturati - nei periodi normali - del 50%. Bene ve lo dico io. Invia sui punti vendita di tutto e di più per compensare le perdite o almeno per ridurle. Questo vuol dire che l'edicolante sul primo estratto conto utile si troverà una miriade di pubblicazioni (?) da pagare che per ovvi motivi saranno invendute..L'estratto conto dell'edicolante è settimanale.

Oggi sono arrivate cose dell'altro mondo. Una rivista del papa, sporca di grasso, sciupata a più non posso, di otto mesi addietro, ribollinata Luglio 2014. Una pistola ad acqua, così, sfusa. Al prezzo di Euro 4,50 con il nome di una pubblicazione editoriale. Una quantità di 30 enigmistiche, che vanno ad aggiungersi alle 300 che ho in edicola.Trecento!!!! E Morelli? Riza sta inondando le rivendite.Ho dovuto attivarmi per realizzare una vetrina solo per questo editore. Al 18,77% una vetrina intera senza mai averne venduta più di una al mese? Stiamo scherzando. O se almeno l'abbiamo fatto fino ad oggi, adesso non c'è più niente da ridere.

Braccia Conserte

" Nella mano sinistra i quotidiani compiegati. Serrati in una morsa. L'indice destro penetra il mazzo,il pollice e il medio estraggono la prima copia dal mucchio. Successivamente le copie raccolte, pigiate, solcate dall'andare e vieni della mano,che ne fissa la quadratura vengono esposte. L'una sull'altra. Perfettamente in ordine".
sciare che qualcun altro faccia il lavoro.