Carlo Monguzzi

Carlo Monguzzi
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"SARO' SINCERO"

"SARO' SINCERO"
Milano,commercianti in balia della piazza

Editoria e dintorni

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sabato 16 maggio 2015

Jobs Act, addio Contratti di Associazione

Avevo letto qualcosa e in questi ultimi giorni ne ho avuto la certezza. I nostri meravigliosi contratti di associazione in partecipazione sono stati cancellati d'imperio da "l'enfant prodige". Pertanto dall'anno nuovo se qualche rivenditore del nostro settore pensa di tenersi lo studentello di turno, per avere un sollievo quotidiano, dalle 14 ore lavorative, dovrà assumerlo come dipendente.Spero che al più presto arrivi qualcuno che riesca a contrastare certi pensieri perchè se l'ago della bilancia propende sempre dalla stessa parte, non ho la sensazione che andremo avanti molto.
Ci stiamo impoverendo sempre di più e l'impressione che le cose si stiano avviando verso il meglio,mi lascia sempre più dubbioso. 
L'artigianato è in crisi, il commercio sull'orlo del baratro, l'articolo 18 rivisto e ripensato, la Fornero di qua,tasse e imposte di là...Direi che sguazziamo nel fango.
Risultati immagini per cococo 2015
Non credo ci sia molto da ridere
Gli industriali non fiatano. Squinzi sarà in vacanza, oppure il ragazzo dai mille risvolti è riuscito ad accontentarlo. Come? Scontentando noi. Il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato in marzo di 15,3 miliardi,arrivando a 2.184,5 miliardi, superando il precedente massimo di 2.169 toccato nel mese di febbraio ( Il Sole 24 Ore). Se date un'occhiata ai dati Istat, vi verrà d'obbligo porvi alcune domande. Certo è un pò fastidioso girare fra numeri e statistiche, ma farlo vi aiuterebbe a pensare meglio a certe dichiarazioni di Presidenti del Consiglio o di Ministri. E forse forse anche di gente più che stimata, come Draghi. Anche se sono convinto che se dovessimo chiedere i perchè di certe cose, riuscirebbero a farci uscire un'elefante dal buco della serratura.
Comunque siamo in un guaio. I soldi stanno finendo e alla fine tutti quanti abbiamo deciso che nulla ci è necessario. E soprattutto non vogliamo rompimenti di balle, cioè non vogliamo interessarci di come vanno le cose. Tutti in attesa della manovrina di fine anno ( lo Stato è in debito con i pensionati) o di un condono legato a tutto e di più, in modo che l'incasso possa essere corposo. Cosa volete, siamo piccoli uomini, ma in quanto a menefreghismo non ci batte nessuno.
Io mi chiedo cosa sia saltato in mente a questo quattro politici di turno, nel chiudere i CoCoCo,aggiungendo discorsi sulla morale e in difesa di qualcuno che a conti fatti, voleva essere veramente difeso? La parola è sempre, convenienza. Non ci sono altri motivi. E noi, in questo caso semplici rivenditori di quotidiani e periodici, paghiamo. A proposito, il costo di un'assunzione per gente come noi, è una botta!


sabato 9 maggio 2015

Editori e Poste Italiane, connubio esaurito?


La Fieg boccia il piano strategico di Poste Italiane, intenzionata a dimezzare il servizio di recapito della corrispondenza. Così gli editori hanno interpellato l'Autorità Garante per le Comunicazioni (Agcom) definendo "inaccettabile" la proposta. Il problema è che così facendo, Poste Italiane, consegnerebbe a giorni alterni anche la stampa quotidiana e periodica, penalizzando in particolare coloro che traggono la maggior parte dei loro introiti dagli abbonamenti. Che sia da una parte o dall'altra, il fruitore del servizio finale, come sempre, ci rimetterà. Fieg ritiene che il recapito a giorni alterni, sia una violazione dei diritti del cittadino e del diritto all’informazione. 
Ma guarda caso è la stessa posizione che i rappresentanti degli edicolanti sostengono, in relazione alla scelta unilaterale del sistema distributivo locale di non consegnare ne quotidiani ne periodici in alcuni comuni italiani. Distributori che dal Sud al Nord d'Italia dichiarano apertamente di non voler servire le rivendite, ritenute non remunerative. E dov'è andato a finire il diritto del cittadino all'informazione che Fieg vorrebbe riconosciuto per il proprio operare? Sarebbe opportuno che Fieg assumesse la stessa posizione, decisa e irrinunciabile, costringendo non solo le Poste ma anche i distributori locali a servire i punti vendita e di conseguenza il cittadino. Ma a quanto pare solo l'abbonato gode dei privilegi di cittadinanza.Avvenire sul proprio sito offre un'ottimo articolo offrendo anche una dichiarazione di Maurizio Costa, presidente della Federazione degli editori – che sembra sia passato dalla nostra parte. Che ci si stia riavvicinando senza saperlo?



sabato 18 aprile 2015

Se facciamo squadra, vinciamo su tutti i fronti

L'indifferenza e l'inerzia sono l'anticamera di sofferenze più gravi e del sopraggiungere di scadenze che potrebbero essere ben più buie. Ma attorno a me non vedo prove di dignità. Tutt'altro. L'ingiustizia alberga in tutte le nostre edicole. Chi più chi meno deve sottostare a regole non scritte che stanno producendo la desolazione sistematica e non casuale, del nostro settore. Fra un pò trovare un'edicola, dove acquistare una rivista o un quotidiano sarà come cercare un'ago nel pagliaio. E nessun settore del commercio riuscirà mai a sostituirsi al lavoro dell'edicolante. Evito di farne una questione sociale, ne parlo proprio commercialmente. Tredici ore al giorno, affamati da un 18,77%, con regole scritte ormai superate e con regole mai scritte che stanno prendendo il sopravvento senza che nessuno vi metta mano. Solo i Sindacati stanno cercando in mille modi di opporsi e rilanciare. Sembrerebbe anche qui, che non si sia tutti uguali e che non si sostengano le stesse cose. Sarà vero? Potrebbe. Vi è mai balenato per la testolina di appurarlo e di rafforzare chi la pensa come voi? 
Mi sono sempre chiesto in un paese dove albergava la guerra che fine abbiano fatto i valori della resistenza e gli uomini che li incarnavano. Devono essere tutti morti. Ma i figli che hanno sicuramente ascoltato i racconti dei padri, si dovrebbero essere fatti un'idea sul cosa vuol dire "ribellarsi ad un sistema e resistere ad un nemico". Si vede che i racconti dei nostri padri,quegli uomini che hanno costruito a fatica le nostre edicole e che ci hanno permesso con i loro sacrifici di essere quel che siamo, li abbiamo presi per i racconti letterali di qualche scrittore.

Se fatturate duemila euro alla settimana e non avete altre entrate commerciali sul punto vendita, siete nei premi. Se non avete partita Iva, nel tentativo di ampliare le vostre commercialità, siete nei premi. Se non controllate la merce in entrata è lo stesso. Se avete crediti nei confronti del vostro Dl, se non vi vengono inviate le copie di cui avete bisogno, quantità o qualità che sia, i premi aumentano. Se vi arrivano i giornali tardi, se il vostro Dl vi ha fatto sottoscrivere un contratto strozzino, se per avere i giornali dovete pagare non siete nei premi. Siete già chiusi.
Ma non vi incazzate. Lasciate che il sistema vi spiani. Che Dl,Dn o Editore che sia penetri nelle vostre imprese, fino a condizionarvi.

Io a queste cose non ci sto. Ma quando vi incontro e vi dico che sono disponibile ad incazzarmi per voi, mi dite che il Sindacato "non fa un cazzo". Sono le vostre parole. E fanno male. Io vi chiedo un'iscrizione per rappresentarvi. Diversamente non potrei. Vi chiedo...Trenta? Cinquanta? Cento euro? Fossero cento, sarebbero 27 centesimi al giorno per un'anno. Troppi? Ragazzi sono venuto da voi gratis e mi avete scacciato. Io volevo solo aiutarvi. Cioè risolvervi il contenzioso con l'agenzia, con l'amministrazione. Dirvi che una volta alla settimana io e altri come me, sarebbero stati a vostra disposizione per ascoltarvi ed essere messi alla prova. Non ve ne frega  niente. Alcuni Dl vi spremono come limoni e voi fate le riverenze, fino ad indebitarvi per pagare giornali mai ricevuti e rese mai accreditate. La minaccia di sospensione vi fa recedere dallo schierarvi con me (noi). Ma nei social andate alla grande.










domenica 12 aprile 2015

Bergamo, tanto Eco ma nessun ritorno in edicola

Ad inizio 2012 la neve li aveva "fermati", poi la primavera del 2015 li ha ringalluzziti e si sono spinti oltre. Scrivono sul sito, parlando del loro servizio a domicilio...È una scena tipica dei film americani, con il ragazzo in bicicletta che lancia il giornale davanti alla porta di casa. Ma accade anche nella realtà nella provincia orobica grazie alla possibilità riservata ai lettori de «L’Eco di Bergamo» di trovare dal lunedì al sabato la copia del quotidiano direttamente nel proprio giardino"  

Non voglio essere polemico. Non sono interessato al continuo battibecco domicilio-edicola, ma voglio stare sui fatti. Non ho mai letto articoli che spingano i clienti alla frequentazione dell'edicola, stile italiano. Il punto vendita che riserva la stragrande maggioranza dello spazio espositivo alla stampa quotidiana e periodica. Quotidiana in bella vista sui banchi o negli espositori, periodica ben esposta nelle scaffalature e nelle vetrine tutto tondo  ai chioschi. Girando Bergamo ho visto edicole in ordine, con esposizioni accattivanti, governate da edicolanti che definirei più che professionisti. L'Eco di Bergamo essendo il quotidiano locale,non per privilegio editoriale, svetta frontale dappertutto. Un pò come il Corriere a Milano. E cosa ti fanno per premiare questo fare certosino di divulgazione? Sponsorizzano l'idea del quotidiano a domicilio a Bergamo e provincia. Su per le montagne  e giù nelle valli, lanciando giornali a destra e a sinistra, senza scendere da "cavallo". Mi chiedo se si sia mai pensato di investire sul rilancio delle edicole bergamasche. Tutti attorno ad  un tavolo a discutere di come fare, per partorire la novità che potrebbe illuminare un settore. Perchè non farlo? Il fatto che non lo si faccia vuol dire che non si crede possa essere utile? E andare in edicola, che utilità vi porta, se nel contempo in mille modi allontanate il cliente verso altre modalità d'acquisto? Badate bene non parlo solo di copie dell'Eco di Bergamo che andranno invendute, ma di clienti che smettendo di frequentare l'edicola, non vedranno più quell'infinito corollario di pubblicazioni che ci vengono inviate. E come la mettiamo con il cassetto dell'edicolante per pagare la settimana, composta anche dai quotidiani e dalle pubblicazioni dell'Eco di Bergamo? Non è forse meglio promuovere con più determinazione (cioè crederci veramente) la vendita in edicola? Le idee non mancherebbero.







sabato 14 marzo 2015

Cosa ci può essere oltre l'inferno?

Ogni tanto emergono le lamentele di qualche editore che si sente un pò bistrattato dalla rete di vendita. Alcuni di noi non riescono a sopportare il fatto di divenire "sponsor ufficiali" di pubblicazioni che al loro interno presentano in bella mostra, come evitare di andare a fare acquisti in l'edicola. Così si comportano di conseguenza.  Frasi del tipo " abbonandoti avrai diritti ai seguenti vantaggi" e subito dopo una lista di opportunità che vanno dal super sconto, per arrivare al rimborso garantito qualora decidessi di interrompere, sono un'offesa.

Questi signori giocano su due o più tavoli una partita che a queste condizioni, non solo perderanno, ma che li vedrà soccombere in modo definitivo. Chiaramente anche noi, legati ad un cordone ombelicale mai reciso, ne subiremo le dovute conseguenze. Molti di noi non sanno più che pesci pigliare e dove sbattere la testa per raggiungere ricavi sempre più risicati, a fronte di un sistema che ci rende impossibile la pur minima ribellione. Avvicinandovi nel mio girovagare, mi accorgo che pur di non avere problemi, preferite subire.Non reagite e vi chiudete a riccio anche verso chi è disposto a combattere con voi. 

Rese perse, conti che non quadrano, mancanze di copie sia in entrata che in uscita, consegne ben oltre gli orari di vendita, obblighi di fare e per limitarmi, impossibilità di avere rapporti sereni e di trasparenza con chi ci fornisce. Quando telefoniamo ai nostri Dl e chiediamo loro lumi sui fatti quotidiani, siamo sempre noi ad aver fatto errori e aver mancato in questo o in quello.Loro eterni precisi e detentori della verità assoluta. Evito di scrivere delle lungaggini degli accrediti ( in quei rari frangenti) che danno l'impressione che i controlli vengano fatti dall'altra parte del pianeta, tramite posta ordinaria. Se sei abbonato,mancandoti la copia, te la rinviano e al telefono ti dicono anche grazie di averli chiamati. 

Una bella disparità di trattamento. Una situazione che vede gli editori fare come gli struzzi, pur di non iniziare lotte intestine. Approfondire non guasterebbe. E voi direte a queste condizione cosa fare?

La ricetta è molto più semplice di quel che immaginate. Si tratta di fare gruppo. Di stare insieme. Di non perdere di vista l'obbiettivo più importante, che è quello della dignità lavorativa e del non permettere a nessuno di venire a casa vostra e imporre le proprie regole. Subire un sistema che non vi permette di essere imprenditori e commercianti, ma vi costringe a lavorare come dipendenti, non vi porterà da nessuna parte. E vi assicuro, non vi garantirà la sopravvivenza.

Non scrivo di avere reazioni inconsulte. Scrivo semplicemente che un bel mattino di primavera tutti gli edicolanti della città potrebbero scoprire che fra lo stare aperti e il chiudere per protesta, non cambia nulla. Non dico di andare davanti al distributore e sbandierare, fischiare, inveire. 

Vi dico di rigirarvi nel letto e godervi un sano riposo. 

sabato 24 gennaio 2015

La Stampa, un articolo scandaloso scopre le carte dell'editoria italiana

Non vorremmo mai leggere cose del genere. Ma il bello della vita è  proprio questo. Ognuno di noi ha libertà di parola e può esprimere serenamente il proprio pensiero senza remore. Così ha fatto La Stampa, descrivendo "Edicola Italiana", senza curarsi minimamente del fatto che il settore delle edicole italiane (quelle reali) è una parte importante per la vendita del quotidiano che loro editano. Queste libere espressioni, si chiamano scelte. Belle o brutte che siano per chi le fa o le subisce, vanno a determinare dei comportamenti. Delle conseguenze che a loro volta ne producono altre e così via fino alla fine del ciclo. Noi siamo la radice di questo ciclo e senza saperlo siamo noi che offriamo linfa ad una pianta che potrebbe morire da un momento all'altro. Ma non ce ne accorgiamo o non vogliamo farlo.

L'edicolante, il rivenditore della stampa quotidiana e periodica, l'esclusivo, deve capire da tutto ciò, che il mondo sta mutando. Il cambiamento non sarà domani, ma è avvenuto ieri. Da parte nostra (sono edicolante come voi nonostante svolga un compito Nazionale) capire che è arrivato il momento di schierarsi da una parte o dall'altra, ci permetterà di riproporci o meno, nei confronti di un mercato che ci sta respingendo. Il perchè e il per come lo vedremo un'altra volta. L'importante oggi è acquisire un'identità, che fino a prova contraria risulta più che compromessa. Prendere sberle a destra e a sinistra, senza fare scelte non è nel mio dna e spero non sia nemmeno nel vostro. Non sono abituato a sproloqui ma l'articolo della Stampa è il peggio che un edicolante può aver letto in questi ultimi anni. E' una chiara dichiarazione di guerra. La Stampa esce in edicola e gode di parità di trattamento. La Stampa costringe, obbliga gli edicolanti a sottostare all'Accordo Nazionale per poi sbeffeggiarli senza alcuna considerazione. Non mi dilungo ma se avete un minimo di spina dorsale...A buon intenditore poche parole.

domenica 21 dicembre 2014

L'imperativo è controllare (sempre)

Sto girando una delle più belle città d'Italia. Incontro edicolanti volenterosi, gran lavoratori, a cui sembrerebbe non si riesca a bagnare il naso. Ma a conti fatti, entrando nel concreto, nelle cose di tutti i giorni, non controllano a dovere e di conseguenza subiscono a torto collo il sistema. Il Sistema o un sistema? Impossibile da determinarsi? No. Più semplice di quanto si immagini. Computer, softweare appropriato,un gruppo affiatato e al territorio non può sfuggire niente. O - mettiamola così - pochissimo. D'altronde, si tratta di soldi. Dei nostri (VOSTRI!) soldi e delle nostre aziende.

Se siete (siamo) in un gruppo,controlliamo, incrociamo i dati, li verifichiamo e se qualcosa non va chiediamo lumi. Verificate il conto deposito? Le quantità? Gli sconti? Le bolle nel loro insieme...Gli estratti conto!!! Partite dal presupposto che nessuno lo fa apposta e che lavorando si sbaglia. Vi starete chiedendo e se qualcuno persevera? Si cercherà di capire. Di approfondire. I mezzi non mancano e dove non arriveremo noi (voi) ci arriveranno altri. Ma state pur sicuri che se le cose sono ben fatte..

lunedì 8 dicembre 2014

Il potere della stampa

Due dei più grandi quotidiani nazionali decidono oggi, un'apertura di prima pagina che permette di capire (intuire) quanto questo mondo non solo sia strano, ma anche il potere che raccoglie in un semplice articolo spostato oggi quà e domani là.

Roma è nel caos totale. Le accuse si perdono a vista d'occhio e chi fino a ieri si faceva fotografare con tizio e caio, oggi ricorda a tutti che passava di lì per caso. E proprio in questo senso mi chiedo cosa possa far spostare l'attenzione di un Direttore di giornale nel prendere in considerazione che una notizia come quella della mafia scoperta a Roma con coinvolgimenti politici, dei burocrati, di artisti e chi più ne ha più ne metta,non sia da urlare e approfondire.C'è un coinvolgimento talmente ampio che se fossi io, chiamerei il mio giornalista di punta e lo metterei sulle tracce del malloppo. Visto che a quanto si legge la banda Bassotti e Company, ha girato un'immensa quantità di danari. 
Il tesoretto come si usa dire in questi casi e lo si dice in malo modo, sembra sia un tesorone immenso, racimolato con complicità altrettanto immense e accurate. Ma nessuno si sbilancia. Parlano di "cose che non si fanno" di "possibili alleanze trasversali", quasi come se fossimo alla fine del mondo e qualcuno in base al peccato fatto dovesse andare in Paradiso o all'Inferno. In poche parole si stanno già facendo lo sconto. E i primi a farlo sono proprio i quotidiani, cioè la stampa. 

domenica 7 dicembre 2014

Il Giorno, il piacere di prendere per i fondelli gli edicolanti

L’8 e il 15 dicembre tutti i lettori de Il Giorno al momento dell’acquisto riceveranno un’altra copia in omaggio, da regalare a chi desiderano.


La Poligrafici Editoriale ha deciso che il modo migliore per vendere è regalare. Quella Poligrafici Editoriale che vorrebbe (e speriamo sia condizionale veramente) liberalizzare il mercato della diffusione e di conseguenza delle vendite, passando sulle teste degli edicolanti. Idee non ne hanno e allora, senza confrontarsi con altri che idee potrebbero averne, decidono unilateralmente che "regalare" è bello e liberalizzare lo è ancor di più.

lunedì 1 dicembre 2014

Non sottoscrivete contratti capestro, ma denunciate

Purtroppo in questo caso è la somma di tutte le nostre denunce che potrebbe fare la differenza. Dieci, venti, cinquanta... Cento! Io le raccoglierei in tutta Italia e sommandole mi rivolgerei alla Corte Costituzionale. 

E’ notizia di queste ore. Altri edicolanti sospesi. Arriva la letterina di turno che ti costringe a prendere in considerazione che potrebbe esserci la chiusura della tua attività perché qualcuno, alzandosi quel mattino e non sapendo dove sbattere la testa con i propri debiti, ha deciso di accollarli a te.

Subito parte la protesta. Il singolo si muove, i sindacati locali e nazionali si mobilitano per trovare strade alternative, qualcuno denuncia ai carabinieri, altri suggeriscono la magistratura…
E io come sempre mi intestardisco sul Prefetto.

Gli editori se ne fregano, i distributori nazionali fanno altrettanto, redigendo memorie di non responsabilità. E la situazione di crisi fa il resto. Nessuno riesce a mettere la lente sul pezzo e a tenercela tanto quanto basta. Tutto sfugge. E’ come se niente fosse garantito e nell’incertezza il più forte vince. Cosa volete che siano un altro migliaio di edicole, oltre le 10.000 già chiuse, che verranno ulteriormente “terminate”? Mille e più imprese famigliari che avendo come unico sostentamento il lavoro dell’edicola, si vedranno sbattute in mezzo ad una strada, solo perché impossibilitate a reagire pur essendo, a buon diritto, nel giusto. Assurdo? Accade in Italia, all’edicolante sotto casa vostra.

Braccia Conserte

" Nella mano sinistra i quotidiani compiegati. Serrati in una morsa. L'indice destro penetra il mazzo,il pollice e il medio estraggono la prima copia dal mucchio. Successivamente le copie raccolte, pigiate, solcate dall'andare e vieni della mano,che ne fissa la quadratura vengono esposte. L'una sull'altra. Perfettamente in ordine".
sciare che qualcun altro faccia il lavoro.