Carlo Monguzzi

Carlo Monguzzi
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"SARO' SINCERO"

"SARO' SINCERO"
Anziano

lunedì 8 dicembre 2014

Il potere della stampa

Due dei più grandi quotidiani nazionali decidono oggi, un'apertura di prima pagina che permette di capire (intuire) quanto questo mondo non solo sia strano, ma anche il potere che raccoglie in un semplice articolo spostato oggi quà e domani là.

Roma è nel caos totale. Le accuse si perdono a vista d'occhio e chi fino a ieri si faceva fotografare con tizio e caio, oggi ricorda a tutti che passava di lì per caso. E proprio in questo senso mi chiedo cosa possa far spostare l'attenzione di un Direttore di giornale nel prendere in considerazione che una notizia come quella della mafia scoperta a Roma con coinvolgimenti politici, dei burocrati, di artisti e chi più ne ha più ne metta,non sia da urlare e approfondire.C'è un coinvolgimento talmente ampio che se fossi io, chiamerei il mio giornalista di punta e lo metterei sulle tracce del malloppo. Visto che a quanto si legge la banda Bassotti e Company, ha girato un'immensa quantità di danari. 
Il tesoretto come si usa dire in questi casi e lo si dice in malo modo, sembra sia un tesorone immenso, racimolato con complicità altrettanto immense e accurate. Ma nessuno si sbilancia. Parlano di "cose che non si fanno" di "possibili alleanze trasversali", quasi come se fossimo alla fine del mondo e qualcuno in base al peccato fatto dovesse andare in Paradiso o all'Inferno. In poche parole si stanno già facendo lo sconto. E i primi a farlo sono proprio i quotidiani, cioè la stampa. 

domenica 7 dicembre 2014

Il Giorno, il piacere di prendere per i fondelli gli edicolanti

L’8 e il 15 dicembre tutti i lettori de Il Giorno al momento dell’acquisto riceveranno un’altra copia in omaggio, da regalare a chi desiderano.


La Poligrafici Editoriale ha deciso che il modo migliore per vendere è regalare. Quella Poligrafici Editoriale che vorrebbe (e speriamo sia condizionale veramente) liberalizzare il mercato della diffusione e di conseguenza delle vendite, passando sulle teste degli edicolanti. Idee non ne hanno e allora, senza confrontarsi con altri che idee potrebbero averne, decidono unilateralmente che "regalare" è bello e liberalizzare lo è ancor di più.

lunedì 1 dicembre 2014

Non sottoscrivete contratti capestro, ma denunciate

Purtroppo in questo caso è la somma di tutte le nostre denunce che potrebbe fare la differenza. Dieci, venti, cinquanta... Cento! Io le raccoglierei in tutta Italia e sommandole mi rivolgerei alla Corte Costituzionale. 

E’ notizia di queste ore. Altri edicolanti sospesi. Arriva la letterina di turno che ti costringe a prendere in considerazione che potrebbe esserci la chiusura della tua attività perché qualcuno, alzandosi quel mattino e non sapendo dove sbattere la testa con i propri debiti, ha deciso di accollarli a te.

Subito parte la protesta. Il singolo si muove, i sindacati locali e nazionali si mobilitano per trovare strade alternative, qualcuno denuncia ai carabinieri, altri suggeriscono la magistratura…
E io come sempre mi intestardisco sul Prefetto.

Gli editori se ne fregano, i distributori nazionali fanno altrettanto, redigendo memorie di non responsabilità. E la situazione di crisi fa il resto. Nessuno riesce a mettere la lente sul pezzo e a tenercela tanto quanto basta. Tutto sfugge. E’ come se niente fosse garantito e nell’incertezza il più forte vince. Cosa volete che siano un altro migliaio di edicole, oltre le 10.000 già chiuse, che verranno ulteriormente “terminate”? Mille e più imprese famigliari che avendo come unico sostentamento il lavoro dell’edicola, si vedranno sbattute in mezzo ad una strada, solo perché impossibilitate a reagire pur essendo, a buon diritto, nel giusto. Assurdo? Accade in Italia, all’edicolante sotto casa vostra.

sabato 15 novembre 2014

Altro che 8 giorni di sciopero! E' ancora recessione.

L'anno si concluderà con un'ulteriore recessione. Si dice sia la terza. Gran parte di coloro che fanno Impresa, commercio o artigianato che sia, chiudono l'anno in negativo. Potremmo dirci..."Capita,non sempre è festa". A volte ci sono cose che non possiamo dominare e che nonostante il nostro impegno, ci mettono in difficoltà tali da non avere soluzioni immediate. I nostri nonni, almeno i miei, contadini del Cremonese pregavano perchè la natura non gli voltasse le spalle, per evitare inverni troppo rigidi, che  le mucche dessero latte in abbondanza. Latte in abbondanza. Come cambia il mondo. Adesso a chi produce latte in eccesso danne le multe. Questo per dire a me stesso e scrivere a voi che leggete, che le cose cambiano e non sempre nel verso che vorremmo.

Nel nostro settore, dei rivenditori di quotidiani e periodici,le idee non mancano, Incontro distributori e amministratori che parlano di agire in quel modo, di fare dell'altro, di evitare questo o quello che potrebbe essere dannoso. E nessuno nega loro, che in alcuni casi, ci possa essere ragione da vendere. Ma non posso evitare di chiedermi come poter sostenere queste idee, senza una chiara analisi dei fattori economici. E allora comincio a chiedermi, che fare i conti con il portafoglio degli altri è meno complesso che farlo con il proprio. E quando quest'ultimo è pressoché vuoto, si tende ad incolpare gli altri dello svuotamento.

Non posso sopportare che i Dl, in difficoltà, gravino sulla rete di vendita costringendola al pagamento del trasporto dei giornali. Non posso sopportare chi fa pagare le proprie deficienze al prossimo,senza mettersi in gioco, giudicando gli altri come fonte di reddito. Ma qui lo sciopero conta poco, piuttosto si passi alle denunce e alle richieste di rimborso. Creiamo un fondo, prendiamoci un pool di avvocati e iniziamo una battaglia tutti insieme, perchè la cosa sta entrando nel lecito.  

venerdì 14 novembre 2014

Distinguersi per non essere fraintesi, dentro e fuori le mura

Scrivo in seguito ad un'interessante riunione che si è appena conclusa. Gli uomini seduti al tavolo, si sono confrontati sul futuro. Il domani dell'edicolante, dell'editoria, delle vendite. Tutti ben consci che il sistema va salvato e ottimizzato per superare il momento di crisi. Ognuno mette sul tavolo la propria esperienza, la condivide con gli altri e chiede a chi ha di fronte di attivarsi con altre idee. Si parla di informatizzazione, di App, di vendite mirate, di ottimizzazione, di possibilità di ampliare il commercio, pur mantenendo ferma l'esclusività della Rivendita di quotidiani e periodici, del Dcr Lombardia, della 103...Di piazze come Milano, Torino, Genova... Ci sono numerosi momenti di intendimento, dove ci si riconosce  nelle parole dell'altro e si comprende che forse si potrebbe condividere un percorso. Non più controparti, ma sodali in un viaggio che ancora nessuno di noi sa con certezza dove ci porterà. E' il Novembre del 2014. Ci potremmo lasciare alle spalle tutto un mondo, che  sta cedendo il passo e ha bisogno di novità. Modernità, freschezza, adeguatezza. Di un'apertura mentale che va oltre il muro e cominci a parlare di permanenza in vita, di occupazione, del mestiere, di organizzazione. Io parlo e scrivo anche di riscatto.

mercoledì 5 novembre 2014

Caro Dott. Costa, Lei è ottimista con i soldi degli altri (edicolanti)



Parlare di estinzione dell’editoria è veramente eccessivo e prefigura comunque una capacità profetica che nessuno riuscirebbe a sostenere. Cosa diversa è scrivere dell’esaurirsi “della posizione dominante” della  stampa quotidiana e periodica, che senza ombra di dubbio si sta incanalando verso una strada di non ritorno. E’ l’avvento del digitale? Potrebbe essere. Ma non è sovradimensionata la preoccupazione per la quale il settore stia vivendo una fortissima crisi, che a conti fatti chiama in causa editori e distributori in modo evidente. E’ clamoroso vedere un comparto che negli anni d’oro contava 40.000 punti vendita e che oggi si appresta a sfiorare di poco i 30.000, con una forte propensione al ribasso. Città, paesi, piccole realtà..Si chiude dappertutto per asfissia.

Leggiamo che il Dott. Maurizio Costa pur non nascondendo che il settore dell’informazione ha problemi, respinge le visioni fortemente pessimistiche. Chiaramente si rivolge al digitale, perché il cartaceo non vede nessun progetto sul tavolo che possa compensare le perdite di questi ultimi anni e inoltre non vede da parte di Fieg, nessuna propensione al rilancio del settore (sono anni che non si riuniscono commissioni di confronto fra Fieg e rappresentanze sindacali). Potremmo vedere enunciati mille e più motivi, che vanno dal fatto che il settore  non risponderebbe all’innovazione, al fatto che ci possano essere delle difficoltà per il rilancio, per finire ad un Governo che ipocritamente “legifera senza conoscere”. Perché la realtà è questa. Nessuno – e ripeto nessuno –  fra amministratori, politici e burocrati, conosce il settore dei Rivenditori di quotidiani e periodici. Mi domando se a questo punto il pessimismo che tanto non vorremmo, non sia più una sorta di rassegnazione dei molti che vivono questo settore, "visti" come se fossero degli invisibili, riconosciuti solo per pagare estratti conto e tasse governative.

domenica 26 ottobre 2014

Piangersi addosso,colpevolizzare altri, trovare sempre un nemico

Non siamo abituati alla piazza. Ne ho avuto prova. Non crediamo in un dio terreno, men che meno agli uomini che ci rappresentano, ma pretendiamo che qualcuna ci difenda o funga da interlocutore per noi. I cavilli burocratici sono tali, che da soli non riusciremmo mai a trarre un ragno dal buco. Ma nonostante ciò, inveiamo in modo assurdo e sistematico contro chi si sforza alla ricerca di idee e mezzi per superare questa crisi, che non sembra esaurirsi.

Stiamo perdendo il lavoro, ma ci crogioliamo sui social e da quel che vedo ci accontentiamo di come vanno le cose. Stiamo utilizzando i nostri risparmi, la nostra pensione o quella del genitore per pagare estratti conto che man mano che il tempo passa si stanno riducendo notevolmente. Non stiamo stringendo i denti, ma stiamo stringendo la cinghia e lo stesso stanno facendo i nostri compagni di cordata.Questo ci porterà ad un impoverimento tale che molti di noi non riusciranno a riprendersi. 

Mi chiedo perchè si debba sempre accusare qualcuno e mai una volta farsi un'esame di coscienza. O almeno un'analisi della situazione e prima arginare il dilagare della peste, per poi curarla e riprendersi evitando numerosi errori del passato.Rilanciarsi, riproporsi. Alcuni di noi insistono (io dico ancora) con il pensiero rivolto al solo aspetto del rivendere quotidiani e periodici.Anche se si dovesse spuntare un'aumento della percentuale non risolveremmo la nostra esistenza. La carta che non smetterà mai di esistere, non è più un prodotto essenziale e ancor più quella quotidiana,che ha perso notevole interesse.Prendere atto di questo ci aiuterà ad uscire dal concetto di rivenditore esclusivo di giornali e a pensare un pò più da imprenditori. 

La mia ricetta è quella di creare rete. Non disperdere la commercializzazione di quotidiani e periodici, ampliare le commercialità, offrire servizi, specializzarsi. Volete che non ci sia qualcuno che ambirebbe a 30.000 punti vendita? Dobbiamo solo sbrigarci, accelerare. Non duplicati di duplicati, ma offrirsi come nuovi soggetti, aperti, innovativi e soprattutto "moderni".

lunedì 20 ottobre 2014

Convertitevi al "Piano Monguzzi" il resto è storia

Evito di parlare delle modifiche che Renzi potrebbe apportare al nostro settore. Il solo pensiero che potrebbe abolire, come vorrebbe l'Antitrust, la 170 senza proporre in anteprima qualcosa e legiferando incondizionatamente, mi fa venire i brividi. Ormai è noto che sia Renzi che i governi precedenti hanno messo mano ai passaggi concernenti l'attività dei Rivenditori di quotidiani e periodici, senza minimamente sapere di cosa stessero parlando. Dal leggiucchiare qua e la ho la sensazione che il consigliere del Governo in merito agli edicolanti (così dice l'aggiunto art.39) potrebbe essere il Direttore de Il Giorno, Giancarlo Mazzucca ex eletto alla Camera,componente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati  con le sue idee conservatrici e poco lungimiranti, nascondendosi dietro articoli alquanto comuni ( "Il giornale che...del 4 Ottobre u.s.") Ricordate l'edicola madre e le edicola figlia? Le eccessive chiusure delle edicole? Comunque la cosa non ci deve spaventare, perchè fra un pò con queste idee degli anni '20, andremo a casa noi, numerose agenzie di distribuzione, numerosissimi editori,grandi e piccoli e anche l'ex onorevole Mazzucca .

Vendita e diffusione sono cose ben diverse. Se ti sta a cuore la prima, farai di tutto per creare una rete che possa favorire in modo organizzato la voglia e la richiesta di informazione, cultura e conoscenza. Se ami la seconda del "chi, come,dove,quando,perchè" non ti interessa. L'importante è il produrre, raggiungere chi vuoi, spendere poco e ricevere finanziamenti di Stato. Dimenticavo...Stare a guardare sollazzandoti con idee astruse, gli edicolanti che chiudono. Perchè di fantasie ci sono pieni un sacco di libri di fiabe. 

A questo punto anche uno stupido capisce che il settore è lanciato verso la seconda ipotesi ( governo e editoria si sostengono l'un l'altro) e che l'unico modo di venirne fuori tutti insieme e riconvertire le nostre attività. Da soli non si riesce. Non scrivo solo di ampliamento delle commercialità, ma anche di qualcosa che ci permetta di divenire rete. Senza questo passaggio credo non ci sia più bisogno di noi. Cosa se ne farebbero di duplicati di altri duplicati? E quando smetteranno di pasticciare on-line e troveranno il bandolo della matassa per far funzionare l'informazione? 
Io ci sono e non mollo. Spero altrettanto facciate voi. Ma anche se vi saltasse in mente di mollare, io non lo faccio comunque. Pertanto se pensate ancora positivo, teniamoci in contatto.


sabato 27 settembre 2014

Edicole,prima di sparire dobbiamo comparire

"Se tutti i colleghi rifiuteranno di ricevere e di trattenere i prodotti sopra citati in tempi diversi dall’arrivo del quotidiano di riferimento, ci consentiranno - a fronte di un azione congiunta e compatta - di discutere con gli editori nuove modalità e condizioni in modo tale che anche la rete di vendita possa se non altro beneficiare per un’imposizione che fino a questo momento è esclusivamente penalizzante.
Ricordiamo, infatti, che nessuna normativa attuale ci obbliga a ricevere, e trattenere, questo tipo di prodotto in edicola in tempi diversi dal ricevimento del quotidiano di riferimento".

Questa la conclusione  di uno dei tanti articoli di Armando Abbiati che cercava e cerca ancora, di stimolare la rete alla compattezza e alla possibile reazione nei confronti di un sistema che già allora dava segnali contrastanti. Come lui altri hanno fatto e brigato. Ma per ragioni che non elenco, in pochi credettero alle parole del Presidente che per motivi alquanto opinabili viene preso in considerazione solo a "capitolo chiuso".

venerdì 26 settembre 2014

Edicole,a questo punto muoia Sansone con tutti i filistei

Vengo a conoscenza in queste ultime ore (sono in ufficio)  di una brochure che invita gli edicolanti – così identificati dall’articolo 39,inserito nella Legge 170/2002 - a dare il proprio contributo per l’esposizione  e la proposizione del “nuovo QuattroRuote”. Nel contempo riceviamo un’ulteriore comunicazione, dove l’Editoriale Domus, editore di QuattroRuote, all’interno della stessa pubblicazione stimola la clientela ad abbonarsi, offrendo numerosi vantaggi , che vanno dallo sconto alla regalia.

Braccia Conserte

" Nella mano sinistra i quotidiani compiegati. Serrati in una morsa. L'indice destro penetra il mazzo,il pollice e il medio estraggono la prima copia dal mucchio. Successivamente le copie raccolte, pigiate, solcate dall'andare e vieni della mano,che ne fissa la quadratura vengono esposte. L'una sull'altra. Perfettamente in ordine".
sciare che qualcun altro faccia il lavoro.