Braccia Conserte
di CARLO MONGUZZI
Leggere,scrivere,comunicare.
Pensieri e opinioni in questo blog sono esclusivamente personali.
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lunedì 20 maggio 2013
mercoledì 15 maggio 2013
CHI SCRIVE CIRCOLARI INTIMIDATORIE ANDREBBE DENUNCIATO
Leggendo alcune circolari non si può evitare di DOMANDARSI " impossibile che un comune magistrato leggendone i contenuti non intervenga". Ma il magistrato sa? Se esiste un sopruso non vi è nessun bisogno che qualcuno denunci qualcun altro. Se finisco all'ospedale dopo un incidente e il soggetto che mi ha procurato il danno fugge, viene ricercato. La minaccia scritta "non ha bisogno di denuncia" quando chi la fa ha nome e cognome.
Qui siamo oltre il limite del normale scambio di avvisi. Sulla circolare in mio possesso le parole formano frasi che hanno solo un significato: spaventare. Fare paura. Intimidire per soggiogare.
Per indurre alla mitezza lavorativa e ricondurre tutto in un solco che viene tracciato solo da chi utilizza la minaccia. Ma queste provocazioni che sono delle vere e proprie sfide al singolo e al sindacato che rappresenta un'intera categoria in profonda crisi, andrebbero raccolte.
sabato 11 maggio 2013
EDITORI E DISTRIBUTORI,INCONTRIAMOCI LE RICETTE CI SONO
E' impressionante leggere del proprio lavoro attraverso le statistiche per poi prospettarsi un futuro o consigliarlo proponendo una lettura della realtà che passi attraverso un discorso positivo (Dati Stampa Febbraio 2013)
Eppure contro ogni logica io riesco a vederci fra le pieghe la possibilità di rilanciare il settore partendo da un presupposto di innovazione e di rivisitazione del soggetto edicola-esclusiva. Prendo in esame l'esclusivo perchè lo considero il perno dell'editoria quotidiana e i periodica, cioè la loro vera sede naturale. Chi vende o commercializza prevalentemente altro, vede nella carta solo uno strumento di attrattiva commerciale utile ad indurre ( a ragion veduta) l'acquisto di ben altri beni che hanno dentro di sè percentuali di guadagno che vanno ben oltre il 18,77%. L'edicolante esclusivo ragiona nel medesimo modo, ma al contrario vede il resto delle commercialità come attrattiva verso la stampa quotidiana e periodica. Direi che è una visione da non sottovalutare.
Se in un primo momento l'editore potrebbe essere attratto dal connubio giornali, sigarette, caffè e quant'altro dovrà prendere in seria considerazione che chi investe nella stampa come "bene secondario o di sostegno" lo farà solo per ottenere attrattiva verso il commercio di beni con percentuali ben più remunerative.
Non credo di dover spiegare ad un editore, ad un distributore e tanto meno ad un pubblicitario,come funzioni il meccanismo delle vendite fra necessità e impulso. Inoltre è un conto trattenere 500 riviste da promiscuo un'altro è destinare la propria attività alla rvendita prevalente. Parliamo di migliaia di testate in esposizione, ben divise fra tematiche e con una base di professionalità da parte dell'edicolante qualificante.
Pertanto gli editori di questo passo perderanno il valore aggiunto delle edicole esclusive, che con un nuovo contratto ( e "noi" ce l'abbiamo nel cassetto) potrebbero fare la differenza fra qualità e quantità delle testate esposte e messe in vendita e in particolare sulle promozioni che sono un'ottimo trampolino di lancio sotto l'aspetto della pubblicità.
Certo che la svolta va impressa adesso. Ditelo al Sottosegretario Legnini con Delega all'Editoria, noi ci siamo.
Non credo di dover spiegare ad un editore, ad un distributore e tanto meno ad un pubblicitario,come funzioni il meccanismo delle vendite fra necessità e impulso. Inoltre è un conto trattenere 500 riviste da promiscuo un'altro è destinare la propria attività alla rvendita prevalente. Parliamo di migliaia di testate in esposizione, ben divise fra tematiche e con una base di professionalità da parte dell'edicolante qualificante.Pertanto gli editori di questo passo perderanno il valore aggiunto delle edicole esclusive, che con un nuovo contratto ( e "noi" ce l'abbiamo nel cassetto) potrebbero fare la differenza fra qualità e quantità delle testate esposte e messe in vendita e in particolare sulle promozioni che sono un'ottimo trampolino di lancio sotto l'aspetto della pubblicità.
Certo che la svolta va impressa adesso. Ditelo al Sottosegretario Legnini con Delega all'Editoria, noi ci siamo.
venerdì 10 maggio 2013
IMU, SOSPENDETELA AI RIVENDITORI ESCLUSIVI DI QUOTIDIANI E PERIODICI, ANZI TOGLIETELA
L'Imu è l'ennesima gabella dello Stato. Mai digerita da nessuno a maggior ragione da chi si è visto tassare la prima casa oltre misura. Adesso la sospendono come una spada di Damocle. Ma i commercianti ...
....e questi sono solo due link fra i tantissimi che chiedono di "bloccare l'Imu" che per un calcolo già fatto dall'amatissimo predecessore di Letta, vedrà dei fortissimi rincari per i commercianti e non solo.
Non voglio fare distinzioni fra edicole esclusive A o B, ma insisto nel dire che chi poggia su un terreno non suo, non doveva pagare l'Ici e oggi l'Imu. Come insisto nel dire che non ha senso l'aver accatastato una proprietà che non è proprietà che poggia su terreno comunale, dove pago l'affitto e tutte le tasse derivanti. Ma il problema come sempre non è spiegare il perchè, ma imporlo.
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LETTERA CIRCOLARE MINISTERO DELLE FINANZE 21 NOVEMBRE 1992 N.3/4172
DENUNCIA AL N.C.E.U. DI EDICOLE E CHIOSCHI
Sono state sollevate da taluni uffici e da organizzazioni sindacali di settore, questioni interpretative in merito alla iscrivibilità o meno al C.E.U. di edicole e chioschi per la vendita di giornali.
Al fine di dirimere ogni incertezza sull'argomento, la scrivente ritiene di dover precisare che i citati manufatti, anche se eretti su suolo pubblico assegnato in temporanea concessione, sono soggetti a dichiarazione in Catasto urbano in quanto considerate costruzioni stabili, intese come permanenti nel luogo in cui sono state installate, e costituenti unità immobiliari indipendenti che assolvono all'essenziale requisito di autonoma utilizzabilità per la produzione di un reddito proprio.
Si chiarisce, inoltre, che agli effetti dell'imposta sui fabbricati il concetto di stabilità di una costruzione va riferito sia alla sua permanenza nel luogo in cui è sorta, ed alla sua fissità sul suolo, realizzata in modo che il manufatto non possa essere trasportato altrove se non rimuovendone l'aderenza alla base.
Allora li facciamo con le ruote
martedì 7 maggio 2013
RCS, COME TI AFFAMO I RIVENDITORI ESCLUSIVI DI QUOTIDIANI E PERIODICI
E' una notizia che arriva ridondante e che oggi viene confermata. Rcs è intenzionata a dismettere, in edicolese si dice chiudere, una decina di testate ( A – Anna, Brava Casa, Astra, Max, Ok Salute, l’Europeo, Visto, Novella2000, Yacht&Sail ) Licenzieranno qualche centinaio di persone, che a loro volta davano lavoro ad altre persone. E che via via nella catena alimentare davano da mangiare anche agli edicolanti, in particolare agli esclusivi. Comunque se non sarà avanzata nessuna offerta d'acquisto, la chiusura è più vicina che mai: si vocifera del 30 giugno.
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| 40 anni di editoria in fumo? |
Se le testate chiudono, che l'edicolante sia bravo o meno, ai fini del fatturato editoriale conta poco. Inoltre a questo punto - chiunque venda Quotidiani e Periodici - indipendentemente dal fatturato, potrebbe trovarsi da un momento all'altro dalle stelle alle stalle. Il concetto editoriale si basa su di un panorama diffusionale e di vendita a livello Nazionale. Se in Lombardia si vende e nel resto d'Italia no, l'editore chiude. In termini economici diffusionali (pubblicità),che sono essenziali, l'idea di fare una o più pubblicazioni solo per la Lombardia non reggerebbe.
Ecco allora affacciarsi all'orizzonte un nuovo tipo di chiusura. La chiusura indotta, cioè quella indipendente dal fatto che ci possano essere clienti o meno dediti all'acquisto. Ma quella che nonostante le vendite ci siano, l'editore decida di chiudere comunque le testate perchè non confacenti all'obbiettivo da raggiungersi. Andiamo bene.
domenica 5 maggio 2013
COLAZIONE CON RCS
Forse tutti non sanno che Rcs ha chiuso il 2012 con una perdita di 509,3 milioni di euro. Tutte le partecipazioni della società, in particolare in Spagna, sono un groviera di meno (milioni di euro). Pensano addirittura di mettere in gioco definitivamente la sede di via Solferino per un valore di 66,5 milioni di euro. I numeri arrivano dal quotidiano Italia Oggi, che è sul pezzo da tempo. E dove ,notizia del Sole 24 Ore tutti non sono soddisfatti dei contenuti finanziari del piano di ristrutturazione.
Stiamo parlando di una delle Società Editoriali più "attive" al mondo.
Il web sembra nei guai. Qualcuno propone l'Iva ridotta per i giornali on -line, altri in Europa la parità di trattamento con il cartaceo. In Francia si parla del 2,1%. Chiaramente non servirà a fagocitare l'interesse generale alla cultura o rendere gli editori propensi a migliorare l'offerta"attraverso i canali " cartacei che potrebbero dare servizi migliori e maggiori.
venerdì 3 maggio 2013
PARADOSSI DIGITALI da Stephan Russ-Mohl
È risaputo: il futuro del giornalismo è digitale. Una affermazione che contiene in sé diversi paradossi, il primo: sono solo i giornali cartacei che generano guadagni. [...]
Pubblicato in Schweizer Journalist Nr. 4/5 – 2013
Traduzione dall’originale tedesco “Digitale Paradoxien” a cura di Alessandra Filippi
Direttore dell’EJO, professore di giornalismo e media management, il prof. Russ-Mohl ha compiuto la sua formazione professionale in giornalismo alla Deutsche Journalistenschule di Monaco e ha condotto i suoi studi universitari nel campo delle scienze sociali e amministrative a Monaco di Baviera, a Costanza e a Princeton. Dal 2002 occupa, nella Facoltà di scienze della comunicazione dell’USI a Lugano, la cattedra di Giornalismo e dirige l’EJO. Scrive inoltre per numerose testate germanofone: Neue Zürcher Zeitung (Zurigo), Die Furche (Vienna), Schweizer Journalist (Zurigo) e Werbewoche (Zurigo).
giovedì 2 maggio 2013
lunedì 29 aprile 2013
CORREVA L'ANNO 2003, MA NON NOI
Dopo dieci anni chiudiamo la stalla. Non solo. Fino a ieri qualcuno asseriva che ..."tutto a posto". Non c'era bisogno del pronunciamento del Consiglio di Stato per comprendere che la Regione Sardegna aveva fatto una forzatura. L'irresponsabilità degli amministratori di quella regione per aver affrontato con leggerezza "restrittiva" l'annullamento dei parametri del commercio annunciati dal Decreto Salva Italia, ha messo in crisi tutti coloro che vi facevano riferimento.
Ma non succedeva così in tutte le Regioni. Per esempio in Lombardia gli amministratori non hanno ancora legiferato a doc in materia di edicole e di stampa quotidiana e periodica.. Ma pensare che questo freni la Liberalizzazione e tutte le numerosissime forme di diffusione che avvengono sul territorio è un'illusione.
A proposito, sapevate del comportamento delle categorie che acquistano nella Gdo? Meditate gente, meditate.sabato 20 aprile 2013
E' IL MOMENTO DEL SALTO DI QUALITA' DEI RIVENDITORI DELLA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA
La crisi dell'editoria cartacea sul punto vendita si può superare con una chiara e decisa disponibilità delle parti. I sindacati devono aprire un nuovo fronte e RIVENDICARE UN NUOVO ACCORDO che sostanzialmente guardi ANCHE alla differenziazione dei punti vendita in base alla disponibilità degli stessi. Si chiama meritorietà d'impresa.
Si devono abbandonare i vecchi schemi sindacali e in alcuni casi deve modificarsi anche la mentalità dei singoli rappresentanti che non deve immaginarsi perennemente ancorata alle posizioni "acquisite". Eletti si, ma anche doverosamente obbligati a portare a casa dei risultati. Diversamente...
Non è più possibile identificare con le medesime caratteristiche tutti rivenditori che intendono superare questo periodi di crisi, aprendosi e pensando al futuro. E' quanto mai necessario offrire agli stessi un panorama di possibilità commerciali, che li costringa a ragionare sull'ipotesi "cambiamento". Non un obbligo, ma un'opportunità che al momento della ripresa economica può determinare il valore aggiunto nei confronti di altre attività commerciali.
Gli investitori vanno stimolati e le trattative devono essere condotte anche singolarmente, in particolare con i grossi editori, i quali che maggiori garanzie di attrattiva attraverso consistenti piani di marketig aziendale rivolti all'intero sistema. Ma non vanno abbandonati i minori con i quali intessere altri tipi di accordi. La pubblicità è un'azione trainante di questo sistema e accorgimenti più opportuni possono renderla più mirata e meno dispersiva.
Vanno bloccate le vendite gratuite, le biblioteche improvvisate nei vari negozi o centri di servizi e durante l'organizzazione del nuovo, bloccate nuove licenze. L'informatizzazione deve divenire obbligatoria. Non solo per i punti vendita, ma per distributori e editori. Programmi che possano interfacciarsi con un sistema unico nazionale. E altro ancora.
Offrirsi alla sinergia del digitale e della multimedialità può essere anche un valore aggiunto per le vendite, che con il cambio generazionale andrà sempre più riducendosi. Lo scambio dei dati che deve essere messo a disposizione anche del rivenditore per pubblicizzare e offrire i propri prodotti.
La parte legislativa riveste le stesse caratteristiche sia a livello Nazionale che Regionale. La parola d'ordine deve essere CAMBIAMENTO E ACQUISIZIONE DI NOVITA' COMMERCIALI.
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Braccia Conserte
" Nella mano sinistra i quotidiani compiegati. Serrati in una morsa. L'indice destro penetra il mazzo,il pollice e il medio estraggono la prima copia dal mucchio. Successivamente le copie raccolte, pigiate, solcate dall'andare e vieni della mano,che ne fissa la quadratura vengono esposte. L'una sull'altra. Perfettamente in ordine".
sciare che qualcun altro faccia il lavoro.


